Il Ieri notte, dopo tredici ore e mezza di trattative, i leader europei hanno raggiunto un accordo sul problema dei flussi migratori, una vittoria “fantasma” per l’Italia. Ad annunciarlo è stato su Twitter è stato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Il Premier Conte ha affermato che “l’Italia non è più sola”, ma la realtà è ben diversa da quello che ci fanno credere.

Iniziamo con il parlare dei punti salienti di questo accordo europeo:

  • il principio di: chi arriva in Italia arriva in Europa.
  • tutte le navi che solcano il Mediterraneo devono rispettare le leggi, anche le Ong.
  • le azioni di salvataggio in mare si baseranno sulla condivisione e saranno coordinate fra gli stati membri dell’UE.
  • si potranno creare centri di accoglienza nei paesi europei, solo su base volontaria (e con i fondi europei).
  • rifinanziamento per il fondo fiduciario per l’Africa.
  • rafforzamento del dialogo fra l’Europa e i paesi dell’Africa da cui provengono o transitano i migranti.
  • il richiamo alla necessità di riformare il regolamento di Dublino in futuro.

Questi sono i punti che ha elencato ai microfoni dei giornalisti internazionali il nostro Primo Ministro alla fine delle tredici ore di trattative. Ad una prima lettura sembrano essere traguardi di primaria importanza, ma non è propriamente così.

“Chi arriva in Italia arriva in Europa”, principio che anche le scorse legislature avevano cercato di affermare, ma che di per sé vuol dire tutto come non vuol dire niente.

Il secondo punto è uno dei “cavalli di battaglia” delle richieste italiane. Il controllo sulle Ong era di vitale importanza poiché il loro lavoro è abbastanza “oscuro”. Grazie a questo accordo anche queste navi saranno controllate se non rispetteranno le direttive delle capitanerie di porto. Un punto a favore dell’Italia.

Sul terzo punto non mi sento nemmeno di potermi esprimere. Il dover mettere nero su bianco che la vita di milioni di migranti deve essere gestita e salvaguardata da TUTTI gli stati membri dell’UE mi fa pensare molto…

La possibilità di creare hotspost nei paesi di primo arrivo per l’accoglienza e (anche) il transito in paesi terzi, se non sbaglio, è molto simile alla proposta fatta dai premier Macron e Sanchez. La creazione di questi centri di accoglienza è molto importante per il riconoscimento veloce e lo smistamento attraverso tutti i paesi dell’UE. Il problema è che non c’è nessun tipo di obbligatorietà, anzi questa iniziativa è stata fatta su base volontaria.

Il rifinanziamento dei fondi per l’Africa è un punto strettamente legato al principio per il quale si potranno aprire centri di accoglienza sul continente africano SOLO se ci saranno gli accordi con le nazioni interessate. Al momento i due paesi principali, ovvero sia Libia e Tunisia, non sembrano avere intenzioni propositive verso questa novità. L’idea è abbastanza buona ma servirà un grande lavoro di mediazione internazionale.

Dulcis in fundo, la possibilità di cambiare la riforma di Dublino. Grande vittoria per l’Italia, non fosse per un semplicissimo problema. Il nuovo regolamento dovrà essere approvato all’unanimità, cioè MAI! Questo punto non è una vittoria di noi italiani, ma una vittoria del blocco di Visegrad.

Insomma, queste tredici ore hanno fatto capire al nostro amato paese come una vittoria del 20% possa essere sbandierata come cambiamento EPOCALE.

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.