Oggi vorrei parlare di un viaggio alla ricerca di una vita “normale”. Quel viaggio che migliaia di persone al giorno fanno per cercare un futuro migliore.

Cos’è l’immigrazione?

In questi anni abbiamo sentito parlare di immigrazione, flussi migratori o “invasioni”. Ma cos’è realmente la migrazione umana? Se si apre un vocabolario e si cerca la definizione di questo termine ci si inizia subito a farsi un’idea di massima: “Passare da un luogo all’altro, spostamento periodico di talune specie animali”. Dato che la lingua italiana è abbastanza esplicita nei propri neologismi, possiamo affermare che i migranti sono persone che si spostano dal proprio paese ad un altro.

Fin qui solo le classiche frasi fatte, ma perché una persona decide di andare via dal proprio paese? Lasciare la terra che l’ha cresciuto, che gli ha dato la vita e l’ha accudito, nel male e nel bene? Nella definizione letterale del termine abbiamo tralasciato un passaggio, specie animale. Come si insegna nei corsi di studi, gli animali vivono nel proprio habitat e quelle poche razze che si spostano lo fanno o in base alle stagioni o in base a dei cambiamenti climatici incisivi. Ad oggi non mi risulta che nei paesi con forte emigrazione il clima stia diventando invivibile, o forse sì.

I migranti sono alla ricerca di un futuro migliore.

Gli uomini che lasciano il proprio paese sono alla ricerca della felicità. Come detto in precedenza, il clima meteorologico non è cambiato così incisivamente per spiegare questi flussi, ma il clima sociale è diventato insostenibile per coloro che decidono di vivere la propria esistenza secondo dei sani principi. Prendiamo in considerazione gli avvenimenti degli ultimi giorni, la grande “marcia” honduregna verso gli Stati Uniti. Perché lasciano casa e lavoro per intraprendere un viaggio, molte volte, mortale? Le immagini di migliaia di persone in viaggio, verso l’America di Trump, hanno commosso il mondo e fatto indignare sia le fazioni pro che quelle contro l’immigrazione. In questi giorni si è parlato di aiuti umanitari, “carovane” della speranza e perfino di esercito, ma perché nessuno si è fermato a pensare e a rispondere alle domande che ho elencato prima?

La risposta alle domande è semplice: tutti quanti vogliamo una vita migliore.

In Honduras la criminalità ha raggiunto livelli insostenibili e mette in seria difficoltà la vita dei “poveri” cittadini honduregni. Dover pagare dazio alle bande cittadine, aver paura di lasciar giocare i propri figli lungo le strade e non riuscire ad uscire di notte per il terrore di essere rapiti o uccisi accidentalmente (o meno) nelle varie guerre tra bande sono solo alcuni degli aspetti di coloro che decidono di intraprendere questo viaggio. Un padre e una madre vorranno sempre il meglio per i propri figli ed è per questo che li “costringono” ad affrontare questo viaggio. Essi sanno che per i bambini è difficile sopportare tutti quei chilometri ed è per questo che li aiutano a superare i momenti di difficoltà, gli donano il proprio cibo e il proprio riparo, per questo sacrificano la propria vita per loro e per donar loro un futuro migliore. I migranti sono uomini come noi, i quali chiedono aiuto per poter vivere, COME NOI, una vita normale.

La reazione degli ospitanti

Come mai una nazione come gli Stati Uniti sta introducendo addirittura l’esercito per bloccare questo fenomeno? Non sono forse loro che hanno scritto sulla Dichiarazione di Indipendenza “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità”? I compagni honduregni non hanno diritto alla felicità? Secondo Trump e coloro che sostengono il suo pensiero politico, no…

Creiamo un mondo migliore per i nostri cari

Io mi sento un cittadino del mondo e credo che la felicità sia un diritto intoccabile per ognuno di noi. Aiutare il prossimo e fare in modo che anche lui possa vivere in pace deve essere uno dei nostri obbiettivi! Perché gli USA al posto di cacciare ed etichettare come “dannosi” i migranti, non li aiutano a debellare la criminalità organizzata per farli vivere in pace? Troppo costoso e poco “accattivante”? Probabilmente…

L’Italia non deve diventare una seconda America

Da cittadino italiano non posso sopportare che il nostro governo venga paragonato a quello di Trump, noi oltre che razzisti siamo anche incompetenti! A parte la facile ironia, la politica estera del nostro paese deve essere aperta ad un dialogo e dobbiamo far capire all’Europa che solamente INSIEME si può vivere bene. Si parla di Unione Europea ma attualmente l’unica cosa che unisce i paesi membri è il denaro. Smettiamola di parlare di BCE, di euro, di banche e iniziamo a parlare con il cuore!

 

Probabilmente queste righe saranno inutili, scritte male e confuse, ma ciò che voglio far capire a tutti voi è che la felicità non si DEVE negare a nessuno!

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.