Nei giorni scorsi si è tenuta la kermesse grillina, “Italia 5 Stelle 2018”, e il mattatore celebrale è stato il padre fondatore del partito, Giuseppe Piero Grillo detto Beppe. Per capire meglio la psicologia di questo personaggio dobbiamo analizzare la sua storia personale e lavorativa.

Chi è Beppe Grillo?

Il sopracitato Beppe ha iniziato la propria carriera da comico grazie a Pippo Baudo. Nel piccolo schermo ebbe una grande popolarità e condusse trasmissioni come Sanremo (1978), Fantastico (1979) e tante altre. Gli spot della Yomo, nei quali era protagonista, vinsero decine di premi tra cui Il Leone d’Oro a Cannes e il Telegatto. Con il Beppe Grillo Show, si concluse la sua carriera televisiva sulle reti italiane.

Dal 1986 al 1989 venne allontanato dalla televisione pubblica a causa di una sua battuta satirica sul Partito Socialista e Craxi. Tra il 1982 e il 1987 si dedicò al cinema e vinse il David di Donatello e il Nastro d’Argento nella categoria di miglior attore esordiente grazie alla sua parte in “Cercasi Gesù”. Dagli anni novanta ha iniziato a dedicarsi a tempo pieno alla sua vita teatrale inscenando diversi spettacoli tra cui Un grillo per la testa e Apocalisse morbida. Negli anni duemila aprì il blog beppegrillo.it e dopo poco tempo fondò il Movimento 5 Stelle con la conseguente ascesa politica dei suoi ideali.

Ah, che bella la carriera di quest’uomo. Un ragazzo ineccepibile, sempre in prima linea per i problemi del popolo e pronto a duellare con la casta politica attuale. Se non fosse per alcuni problemucci di poco conto. Ma andiamo con ordine e capiamo bene cosa è successo nei giorni scorsi.

Il triste show del comico genovese

Beppe era l’attrazione principale e non ha smentito le attese, ha messo in piedi uno show di quasi un’ora monologando sull’attualità italiana. Tutto in pieno stile Grillo, non fosse stato per due “sparate” al quanto infelici. In primis ha detto che il nostro Capo di Stato ha troppi poteri e che non è più possibile. Inoltre, ha usato una metafora sulla sindrome di Asperger per parlare del modo si esprimersi dei politici “vecchi” (e più in generale di tutti coloro che gli stanno sulle palle). Potrei elencarvi altre decine di gaffe (ha dato dell’anziano violentatore di bambini a Macron), ma mi voglio soffermare su queste due.

Nel primo caso è stato subito smentito da Luigi Di Maio il quale ha affermato che nel contratto di Governo non è presente nessuna Riforma Costituzionale e ha “difeso” il suo guru dicendo che egli si riferisse solamente all’abolizione dei senatori a vita e all’abolizione del reato di vilipendio. Lo stesso Grillo ha ironizzato sull’accaduto dicendo che non sempre nella vita bisogna prendersi sul serio.

Innanzitutto, prima di parlare del Capo di Stato dovrebbe far correre il criceto che ha in testa (non prendermi sul serio Beppe) e capire che ci sono ruoli istituzionali che non vanno toccati per poter mantenere una cosa chiamata democrazia. Forse l’ultima parola che ho usato può non essere compresa dal leader pentastellato poiché nel suo partito, perché ormai è a tutti gli effetti un partito politico e non più un movimento popolare, non esiste. Per fare chiarezza su quest’ultimo punto, Beppe decide quando, come e dove dirti “vaffa” e farti fare le valigie.

Il politicamente corretto non si utilizza a chiamata

Vi chiederete, ma perché stai usando un linguaggio così scurrile? Perché il buon Beppe, per difendersi dopo la gaffe sull’autismo, ha detto che per i comici il “politicamente corretto” non esiste, dunque ho deciso di diventare un comico per questo articolo. Se i comici possono usare le metafore, senza offendere nessuno, allora io potrei definire Grillo un assassino-diffamatore-istigatore alla disobbedienza- pagliaccio, giusto?

Ora mi spiego meglio:

  • Assassino: è stato condannato per omicidio colposo, dovuto ad incidente stradale.
  • Diffamatore: ha più condanne per diffamazione lui che congiuntivi Di Battista (scontata ma sempre divertente).
  • Istigatore alla disobbedienza: è stato aperto un fascicolo per “istigazione di militari a disobbedire alle leggi”, al quale potrebbe seguire un’indagine del tribunale di Genova.
  • Pagliaccio: dopo questo articolo devo dare delle spiegazioni?

 

Quest’uomo ha dei problemi psicologici e giudiziari non indifferenti e tende a nasconderli sotto il tappetto della sua ignoranza.

 

PENSATE BENE PRIMA DI VOTARE, NON FERMATEVI ALLE APPARENZE!

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.