L’assist dei sindacati a Salvini, per un facile tap-in a porta vuota. Non, non mi sono reincarnato in Fabio Caressa, ma questa è la telecronaca di ciò che è successo in questi giorni. Dopo l’approvazione del decreto sicurezza (e della legge di bilancio, ndr) la scena politica italiana si è spaccata. Le opposizioni hanno gridato allo scandalo e la maggioranza ha iniziato ad avere i primi problemi. Il Carroccio, invece, ha festeggiato l’ennesimo colpo da maestro di Salvini. Il leader della Lega ha sbaragliato la concorrenza e si è preso la scena come una vera rockstar. Con un solo decreto ha: spaccato il M5S, realizzato i sogni erotici degli estremisti di destra e asfaltato la parte moderata del Parlamento. Game, set e match? Non ancora, ma la strada è quella giusta. Analizziamo con ordine i punti della “vittoria” salviniana.

I grillini rischiano l’implosione, serve l’aiuto di Capitan Di Battista.

All’interno del Movimento 5 Stelle non tutti erano entusiasti della manovra ma, come nei partiti a chiara matrice democratica, l’hanno dovuta votare lo stesso senza poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Questo “obbligo” ha iniziato a infastidire alcuni parlamentari grillini, i quali hanno espresso parecchie critiche verso le linee guide di Di Maio. Nemmeno il tempo di un consulto fra il leader pentastellato e il proprio ego, che i dissidenti si erano trasformati in un lontano ricordo, espulsi. Dopo queste decisioni, il clima all’interno del movimento si è fatto rovente e alcuni degli “scontenti” si stanno guardando intorno alla ricerca di qualche opportunità. In questo caso l’inesperienza di Di Maio gioca un ruolo fondamentale, riuscirà il leader pentastellato a far fronte all’offensiva di Berlusconi? Sì, ancora lui.

Il caro Cavaliere, dall’alto della sua esperienza, ha iniziato a tessere la tela per mettere alla porta il governo giallo-verde. Da politico navigato ha fiutato l’opportunità e sta costruendo l’ennesima “impresa” inaspettata. Per arginare questo fenomeno, e per aiutare Di Maio in versione “cervo in tangenziale”, è tornato alla base il leader di piazza del Movimento, Alessandro Di Battista. Le due nemesi si sono riunite e si sono divise i compiti in vista della corsa per le Europee di metà maggio, dato che, oltre ai parlamentari, anche parte dell’elettorato grillino sta cambiando bandiera. I sondaggi stimano il M5S intorno al 27%, in netto calo rispetto al 32,68 di marzo. Questo dato è una cartina tornasole dei nove mesi di governo. Riuscirà il movimento, con Capitan Dibba in versione frontman e Di Maio più defilato, a rialzare la testa?

Leghisti e fascisti in festa: l’ennesimo successo di Salvini

Non è la prima volta che uso il termine “fascista” parlando di Salvini, molte volte sono stato criticato e mi hanno definito addirittura un “caro” ipocrita e ignorante. Ma ora vorrei fare una domanda ai miei detrattori, l’articolo 13 del dl sicurezza non vi ricorda nulla? Negare la possibilità a un richiedente asilo di potersi iscrivere all’anagrafe e di conseguenza a servizi come il Servizio sanitario nazionale o ai centri per l’impiego è una cosa deplorevole. Questo non è “regolamentare” ma vietare ai migranti la possibilità di diventare dei lavoratori e di vivere la propria vita.

Ma forse ora capisco una vecchia massima di Salvini: “gli immigrati spacciano ai nostri ragazzi”. Certamente, ora che gli sarà negata la possibilità di lavorare (perché poche imprese hanno la forza per assumere un impiegato che da un mese all’altro potrebbe essere cacciato) il numero degli spacciatori diminuirà a vista d’occhio. Creare un problema per risolverlo è una scelta tra l’insano e il geniale. Con questo non voglio fare il buonista, perché è ovvio che alcuni stranieri siano dei delinquenti, ma creare una legge per “incentivare” questo tipo di lavoro è incredibile. Ora il leader Carroccio potrà impugnare i propri precetti e iniziare una campagna elettorale all’insegna della “pulizia”, etnica, ma pur sempre pulizia.

Opposizioni asfaltate, i sindaci “dissidenti” sono solamente un fuoco di paglia

In tutta questa confusione, le opposizioni si sono ritrovate spalle al muro, schiave dei proprio problemi interni e impotenti davanti alle decisioni del governo. Nel PD la corsa alle primarie è diventata una barzelletta: iscritti che si candidano, si ritirano e ci ripensano, come bambini di fronte alla scelta dei gusti del cono gelato. Inoltre, la spada di Damocle renziana è sempre all’orizzonte. In mezzo a tutto ciò, solamente alcuni sindaci come Orlando, De Magistris e Nardella (oltre a Pizzarotti, ma il sindaco di Parma è un caso a parte stanno tentando di arginare il problema. Sanno di partire già battuti, ma provano comunque a far riflettere i cittadini e a farsi un pò di pubblicità in vista delle primarie.

Questa “rivolta” sarà asfaltata da Salvini che, cavalcando i consensi del discorso di Mattarelle, rimetterà al loro posto i dissidenti e guadagnerà altri elettori. E le altre forze di opposizione? Forza Italia è impegnata nella battaglia con il Movimento 5 Stelle (come scritto in precedenza), Fratelli d’Italia ha un rapporto di amore-odio con la Lega e il resto dei duellanti è assolutamente irrilevante.

Mi rimane un’ultima domanda, in tutto questo la vera sinistra dov’è finita? Salvini fa un altro passo verso il 40% dei consensi ed è, a oggi, il leader italiano di punta di tutta la politica italiana. Che lo si ami o lo si odi bisogna ammettere che questo governo lo sta consacrando come il condottiero dell’Italia.

Annamo bene…

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.