IL ROBOT JUVENTUS INIZIA A SCRICCHIOLARE

Dopo la cocente sconfitta in Champions League, la Juventus sta vivendo uno dei momenti più complicati dell’era Allegri. I tifosi iniziano a storcere il naso per la gestione della rosa da parte del mister, alcuni top player manifestano malesseri e le prestazioni in campo (non i risultati) continuano a essere molto scadenti. Come può, la squadra che a inizio stagione avrebbe dovuto fare il triplete, essere così tanto in crisi?

La sconfitta in Coppa Italia è stato il primo avviso

L’uscita dalla Coppa Italia è stata sottovalutata da molti, ma è stato il primo campanello d’allarme per la brigata torinese. In una società importante come la Juventus tutte le competizioni devono essere giocate per essere vinte, senza eccezioni. I tifosi non hanno dato peso alla sconfitta, ma si iniziavano a intravedere i problemi che li a poco avrebbero portato la squadra di Allegri a un millimetro dal fallimento. Nonostante la difesa dilaniata dagli infortuni è impensabile che i Campioni d’Italia subiscano ben tre gol senza rendersi mai realmente pericolosi. In quella partita si sono visti gravi errori personali (quelli di De Sciglio e Cancelo su tutti) ma, cosa ancora più grave, degli svarioni tattici imbarazzanti. Le salate difensive, le sovrapposizioni offensive, il palleggio a centrocampo, non ha funzionato nulla. Tutti quanti noi avevamo etichettato questa sconfitta come “eccezione” e invece è stato il preludio alla disfatta di Madrid.

Analizziamo insieme i problemi della Juventus reparto per reparto.

La convivenza tra Dybala e Ronaldo

Quando arriva un grande campione non si può non metterlo al centro del progetto. Quando arriva uno dei migliori di sempre, diventa automaticamente il progetto. Alla Juventus si sono sempre alternati grandi nomi ma nessuno di essi ha mai superato l’importanza del club stesso. Adesso, invece, Cristiano Ronaldo ha monopolizzato l’ambiente bianconero ed è diventato il perno di tutta la squadra. Questo cambiamento ha portato Allegri a fare alcune scelte dolorose. Il primo a farne le spese è stato Paulo Dybala, il quale è stato fatto accomodare parecchie volte in panchina per far giocare una prima punta che potesse creare gli spazi da attaccare a CR7, ovvero sia Mandzukic. L’argentino si è più volte lamentato della propria gestione, però nel modulo pensato da Massimiliano Allegri, per lui, ci sarà poco spazio. A perderne è l’imprevedibilità offensiva, la capacità di poter cambiare passo durante la partita e il talento che la Juventus può mettere sul terreno di gioco. Ne varrà veramente la pena? Io non credo. La svolta “europea” dei bianconeri è strettamente legata alla prestazione che farà la Joya allo Juventus Stadium.

Un centrocampo di cristallo e il problema delle punizioni

Parto con una premessa: per me il centrocampo juventino è uno dei più forti in Italia però, in Europa si dimostra sempre inferiore rispetto agli altri reparti (l’acquisto di Ramsey sarà fondamentale per la prossima stagione). I muscoli di cristallo di Khedira, la giovane età di Betancour, il rendimento sottotono di Emre Can e le poche alternative sono i problemi principali di questo reparto. Pjanic e Matuidi sono le uniche due certezze di un centrocampo troppo povero per poter ambire a una competizione come la Champions. Nella partita di Bergamo, in quella di Madrid e in quella contro il Bologna si sono evidenziate parecchie falle nella seconda linea bianconera. I problemi difensivi partono da qui. Le azioni avversarie saltano troppo facilmente i centrocampisti juventini, i quali non riescono a fare da filtro e supporto ai difensori, condannandoli a continue scorribande da parte degli avversari. In fase di impostazione la manovra risulta lenta, orizzontale e poco incisiva, costringendo gli esterni e Cristiano Ronaldo a ricevere palla a ridosso del centrocampo. Paragrafo calci piazzati (punizioni in particolare). I gol non arrivano, i movimenti sui calci da fermo sono arraffati e poco decisi, inoltre ho una semplice domanda: perché le punizioni non le batte Pjanic? Il bosniaco è uno dei migliori realizzatori della Serie A, ma le punizioni le tira CR7. Questa è l’ennesima conferma del concetto che ho spiegato prima, un giocatore è diventato più importante della squadra.

I problemi di reparto e la dipendenza da Chiellini

Il reparto difensivo è stato parecchio criticato, anche se i problemi iniziano da centrocampo. De Sciglio e Caceres non sono reputati all’altezza, Alex Sandro continua il suo periodo involutivo e la cessione di Benatia è stata la ciliegina sulla torta. Oltre a tutto questo bisognerebbe analizzare anche un pò la tattica di reparto dei bianconeri. In fase di ripartenza avversaria, i due centrali difensivi tendono a essere troppo piatti e la transizione dei due terzini risulta lenta. Inoltre, il poco aiuto da parte dei centrocampisti condanna il reparto arretrato agli straordinari. Il solo Chiellini riesce ad arginare il problema grazie a una visione difensiva sublime e a una marcatura a uomo eccezionale. Anche in fase di impostazione i centrali spaziano troppo e il mancato inserimento, tra i due, di un regista ne alza la percentuale di errore. Tutto questo, qualche anno fa, non accadeva poiché la carta d’identità della BBC era più verde e i “rincalzi” permettevano un giusto utilizzo degli interpreti.

Rimonta o fallimento

Allo Juventus Stadium, i ragazzi di Allegri dovranno sfoderare una prestazione maiuscola per riuscire a passare il turno. L’Atletico Madrid è una delle squadre peggiori da rimontare ma la Juventus è piena zeppa di talento e nulla è precluso. Però, in caso non arrivasse la tanto sperata remuntada la stagione sarebbe catastrofica e i ribaltoni non si farebbero attendere. Il solo campionato non può bastare a una squadra come quella bianconera. La linea che separa la gloria dalla disfatta è sottile e la Juve deve rimanerne appesa.

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