Il basket in Italia non è mai stato trattato dai media come meritava, ma grazie all’avvento di internet e di YouTube, in particolare, sono nate diverse community che trattano di questo sport. Una delle principali e delle più divertenti è sicuramente quella di Campo Aperto. Questo canale parla di LBA e NBA settimanalmente e ha al proprio interno svariate rubriche generalistiche molto interessanti. La mia preferita è quella di quasi-gaming del giovedì, in cui possiamo ammirare le gesta del mitico Mfiondu (se non lo conoscete, andate subito a recuperare i video, ndr). Ma bando alle ciance e partiamo con l’intervista.

“Se ti chiedessero di descrivere il tuo “io sportivo” in poche parole, come risponderesti?”

“Appassionato, metodico, selettivo, analitico, polemico e provocatore. Il mio “io sportivo” non è una bellissima persona in realtà, ma tiene al suo basket come a nessun’altra cosa al mondo. O quasi”.

“Come ti sei approcciato al mondo del basket?”

“Ho iniziato a giocare a 5 anni, un anno prima del normale, che all’epoca era di 6 anni per il minibasket. I miei genitori, che non erano appassionati di nessuno sport, volevano farmene fare uno ma da piccolo mi ammalavo spesso e quindi il consiglio che ci arrivò fu quello di cercare un’attività che non fosse all’aperto. Da lì in poi, ho iniziato a seguire la prima squadra della Mens Sana, dove giocavo, e piano piano, nel corso degli anni, ho allargato gli orizzonti a tutto il basket italiano, europeo e NBA. Quando leggo di persone che hanno iniziato a fare quello che fanno “per caso” mi indispettisco sempre perché mi sembra un volersi romanzare a tutti i costi, ma è andata esattamente così”

Il logo di “Campo Aperto”

“Da dove nasce l’idea di aprire un canale YouTube come Campo Aperto?”

“Sono un grande appassionato di YouTube, lo vivo ogni giorno da utente, prima ancora che da creator. Sulla piattaforma non c’erano i contenuti che avrei voluto vedere sulla pallacanestro, quindi li ho portati io. O almeno, ci sto provando. Campo Aperto, come suggerisce anche il nome, è una continua sperimentazione e improvvisazione. Penso di avere una vaga (vaghissima) idea di dove voglio andare a parare, ma poi mi lascio trasportare. Non credo ci sia un solo unico video dove ho detto quello che mi ero preparato di dire (il prossimo passo infatti dovrà essere quello di abbandonare la fase di “scrittura” dei video, che mi porta via un sacco di tempo)”.

“Cosa pensi dell’attuale campionato italiano dopo gli arrivi di Teodosic e Rodriguez?”

“Quando io ero piccolo, se volevi diventare qualcuno dovevi passare, prima o poi, dal campionato italiano. Poi, sono passati anni in cui siamo diventati la Lega di sviluppo delle Leghe di sviluppo, poi siamo arrivati a oggi. Soltanto il tempo ci dirà se Milos e il Chacho li potremmo ricordare come i “primi grandi nomi” dell’inversione di tendenza. Però io ci credo. O almeno, ci voglio credere”.

“A Reggio Emilia stiamo vivendo un’altalena di emozioni. Credi che coach Buscaglia possa trovare la giusta chimica di squadra per arrivare ai play-off?”

“Ci sono due allenatori della grande scuola italiana che secondo me stanno un gradino sopra agli altri, tra quelli della “nuova generazione”: Trinchieri e Buscaglia. Se Reggio avrà pazienza e fiducia, il coach potrà creare un progetto più ambizioso di quello di Menetti, secondo me. Se poi devo azzardare un pronostico relativo a quest’anno, credo che senza i problemi fisici di Mekel (di cui adesso viviamo l’apice, ma dai quali è stato condizionato fin dall’inizio della stagione), i Playoff sarebbero potuti arrivare senza troppi problemi, adesso invece la strada è più difficile. Difficile, ma non certo impossibile”.

Alcune delle coppie NBA che si sono formate dopo la Free Agency di questa estate

“Spostiamoci oltreoceano e parliamo di NBA. Questa è stata nominata da tutti come “la stagione delle coppie” dopo la Free Agency. Quali binomi ti stanno convincendo di più e quali meno?”

“Provo a dare un personalissimo giudizio “lapidario”, considerando anche le coppie che non si sono formate nell’ultima FA, in ordine rigorosamente casuale:
Lakers (LeBron-Monociglio) i migliori,
76ers (Embiid-Simmons) quelli col maggiore potenziale,
Clippers (Kawhi-George) i più sornioni (ed è un bene, in ottica PO),
Rockets (Barba-Westbrook) i più complessi da giudicare e da prevedere,
Mavs (Doncic-Unicorno) il futuro della pallacanestro mondiale,
Warriors (Steph-Klay) e Nets (KD-Kyrie) gli ingiudicabili per ovvi motivi,
Suns (Booker-Ayton), T-Wolves (KAT-Russel) e Hawks (Trae-Collins) gli eterni incompiuti,
Jazz (Rudy e Spider) e Trail Blazers (Dame e Whiteside) gli incompresi”.

“La corsa al titolo di MVP appassiona molti tifosi. Qual è, ad oggi, il tuo favorito?”

“Opto per un back-to-back di Giannis, un po’ perché è l’unico “big” che non considero “in coppia” e un po’ perché non c’è una singola cosa in cui non sia migliorato rispetto all’anno scorso, quando è stato MVP. Mina vagante: Damian Lillard, perché è sempre Dame-Time, quando meno te lo aspetti”.

“Nel tuo canale hai molti contenuti riguardanti sia LBA che NBA. Quale tipologia di basket preferisci, come spettatore?”

“Non credo di avere preferenze in realtà. Per me il basket italiano (e europeo) è il basket “delle squadre”, quello NBA è quello “dei giocatori”: sono due varianti dello stesso meraviglioso spettacolo. Per usare una similitudine, il basket è un po’ come la pizza: un giorno ti ci vanno certi ingredienti, un giorno altri, ma quando mai non ti ci va la pizza?”

Gigi Datome in maglia Fenerbahçe Spor Kulübü

“Ultima domanda, hai in mente nuovi contenuti da aggiungere al canale, come per esempio le pagelle di EuroLeague?”

“Campo Aperto è in continua evoluzione e se questa stessa domanda me la ponessi tra 6 mesi sicuramente la risposta sarebbe completamente diversa, però, a oggi i due grandi sogni che ho sono la Serie A2 e l’Eurolega. Non so se si avvereranno mai ed eventualmente quando, come tutti i sogni che rispettano. Per il momento a mancarmi è il tempo, non sono le idee e mi auguro che sia una cosa positiva”,

Di Matteo Spaggiari

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