In queste settimane abbiamo parlato di pallacanestro analizzando numeri, video, giocatori e game play. Oggi, invece, parleremo di basket mettendo sotto la lente un singolo aspetto del gioco: il tiro. Per fare questo, ho avuto il piacere di di fare qualche domanda al fondatore della pagina Instagram “Come Quando Fai Canestro”. Insieme abbiamo preso in considerazione gli aspetti meccanici, tecnici ed emozionali di uno dei fondamentali principali della pallacanestro.

“Come descriveresti te stesso (a livello sportivo) e il tuo progetto Come Quando Fai Canestro?”

“Il progetto di CQFC è per chi, come me, ama la pallacanestro. Amo la pallacanestro a tal punto che è diventato quasi un lavoro: gioco da quando ho 6 anni, ho fatto tutta la trafila delle giovanili nella squadra della mia città, fino ad essere convocato in un paio di occasioni in Serie A; poi un’esperienza di un anno in A2 e 3 anni in B. Quest’anno sono sceso in C Gold per poter frequentare il primo anno di laurea magistrale in Marketing e Comunicazione. CQFC è il risultato dell’unione tra le mie due passioni: pallacanestro e comunicazione. Sulla pagina ho come proposito quello di parlare di basket con un taglio molto tecnico, cercando di analizzare alcuni aspetti di cui si parla poco sulle altra pagine: esecuzione tecnica, statistiche, ma anche bibliografia/filmografia dei migliori interpreti di questo gioco”.

“Nella tua pagina ti focalizzi sulla sensazione che si prova quando si riesce a segnare un canestro. Tu come la descriveresti?”

“Fare canestro è la sensazione più bella del mondo, per me, così come sono sicuro lo sia anche per tanti, tantissimi altri.
Se penso a quando ero piccolo, segnarne uno era un traguardo quasi irraggiungibile tanto che un canestro assumeva un valore importantissimo, quasi la realizzazione di un sogno. Crescendo è diventato un’abitudine, ma una di quelle buone che danno una grande soddisfazione, tanto che non vorresti smettere mai. Ormai è una tendenza naturale e bellissima e sono certo che accomuni tutti gli amanti di questo sport meraviglioso”.

Drazen Petrovic in maglia Nets

“Cosa fa di un tiratore, un ottimo tiratore?”

“Penso che un ottimo tiratore si distingua per 3 caratteristiche:
– Meccanica di tiro
– Velocità di esecuzione
– Abilità nella selezione del tiro
Deve quindi avere una tecnica perfetta che, secondo me, ruota tutt’intorno agli angoli di spalla – gomito – polso (90 – 90 – 90), fondamentali per spezzare il polso e dare parabola in maniera efficace. Deve essere rapido e fluido nel movimento e, sopratutto, più veloce del difensore. E deve saper leggere la difesa scegliendo il miglior tiro da fare nel miglior momento possibile”.

“Nella tua pagina hai parlato di tante superstar NBA, qua è quella che ti è rimasta più nel cuore?”

“Drazen Petrovic è il giocatore che porto nel cuore. In assoluto il giocatore più forte di tutti i tempi, secondo me. “Il Mozart dei canestri” ha dominato in tutta Europa (112 punti in una sola partita, una volta) e ha incantato l’NBA con il suo talento e la sua cattiveria agonistica, aprendo le porte a tutti i giocatori europei dopo di lui. Purtroppo se ne è andato troppo presto, a soli 28 anni all’apice della sua carriera.
Uno dei più grandi di sempre.”

La pulizia stilistica di Klay Thompson contro Lonzo Ball

“Quale, dei giocatori attuali, ha la migliore tecnica di tiro?”

“Klay Thompson. Un tiro così stilisticamente perfetto e in più così solido, rapido ed efficace non lo ha mai avuto nessuno (andate a vedere il video in cui fa 8 triple su 10 al buio).
Una macchina”.

“Un canestro all’ultimo secondo è il sogno di tutti i bambini che si approcciano al basket. Per te, qual è stato il giocatore più clutch della storia?”

“A mani basse dico Larry. Larry Bird. Nessuno come lui. Nessuno poteva mettersi tra lui e la vittoria quando arrivava il momento. È stato decisivo come pochi, quando la palla scottava veniva messa nelle sue mani.
Ha realizzato tanti canestri per la vittoria, ma non solo: ha fatto anche giocate difensive vincenti (vedi la palla rubata su Isiah Thomas nel ‘87) o assist decisivi per i compagni.
C’è da vincere? Palla a Larry. Senza alcun dubbio. Un computer”.

“Nella NBA moderna il tiro da 3 ha un ruolo fondamentale, pensi che si vada verso questa deriva tecnica oppure potrà tornare di moda il midrange?”

“Non credo che ci sarà una grossa inversione di tendenza nei prossimi anni. Anzi, penso proprio che il tiro da 3 punti diventerà l’opzione più importante sia per i ritmi di gioco sempre più alti sia per il fatto che si va sempre di più verso la massima spettacolarizzazione del gioco”.

“I pionieri di questo cambiamento sono stati gli “Splash Brothers” dei Golden State Warriors. Cosa li ha resi così speciali?”

“Loro stessi, per primi, sono speciali. Infatti non se ne sono visti tanti di giocatori con un talento e una capacità di fare canestro come loro, in più giocando nella stessa squadra.
Diciamo poi che il sistema di gioco di Golden State li ha esaltati alla massima potenza e lo spettacolo che negli anni hanno creato, ha alimentato la fiducia nel loro tiro. E la cosa ha funzionato, lo dicono i risultati”.

Kobe Bryant durante i festeggiamenti, dopo le Finals del 2010

“Nei tuoi ultimi post hai reso onore alla leggenda di Kobe Brayant, qual è il ricordo più dolce che hai di lui?”

“Più che dolce è un ricordo amaro. Mi spiego: per mio papà c’era Larry contro Magic, per me c’è stato Pierce contro Kobe. Da tifoso dei Celtics sono cresciuto con questa rivalità e vedere Kobe alzare il trofeo NBA nel 2010, proprio contro i miei Celtics, mi ha fatto male. Ma mai tanto male quanto la notizia della sua morte: non pensavo potesse spezzarmi il cuore due volte. (Come ha detto lo speaker dei Celtics recentemente)”.

“Come saranno i prossimi contenuti del suo canale?”

“Nei prossimi contenuti porterò avanti il racconto e l’analisi di determinate categorie di giocatori NBA. Per ora abbiamo parlato del tiratore e dell’assistman; di sicuro parleremo anche di stoppatori, ball-handler e poi tanti altri.
In più ci tengo a continuare a proporre dei quiz su ciasun giocatore insieme a domande/sondaggi vari per coinvolgere direttamente i follower della pagina. Ci sarà da prendere appunti e da divertirsi insieme”.

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.