In questi giorni tutti i telegiornali parlano degli scontri di Minneapolis, i quali si stanno espandendo a macchia d’olio in tutto il paese, in seguito alla brutale uccisione di George Floyd da parte di tre poliziotti (perché anche chi è rimasto a guardare è ugualmente colpevole). Tutto ciò ha riportato a galla un disgustoso problema degli Stati “Uniti” d’America: il paese più multietnico del mondo è intrinsecamente RAZZISTA.

Purtroppo, questa dannosa spina nel fianco della società contemporanea è lontana dalla scomparsa, anzi, più il tempo scorre più essa si conficca nel corpo delle nuove generazioni.

E’ inutile negarlo, siamo all’alba di una vera e propria guerra civile, il presidente Trump ha deciso di schierare l’esercito e la polizia per sedare le rivolte, proprio come mesi prima aveva fatto quel Maduro di cui ora nessuno parla e che era stato additato come un sanguinario dittatore. Il tempo della calma è cessato e le notti di fuoco saranno ancora tante, ma serviranno veramente a sconfiggere il razzismo?

Assolutamente no, serviranno per far sentire la voce di coloro che non la hanno, dei più deboli, degli indifesi, dei segregati, delle minoranze, ma finché la cultura della sovranità unilaterale non sarà sconfitta, nessuno potrà sentirsi libero di vivere la propria vita.

Io credo fermamente che quella che stanno vivendo gli USA in questo momento possa essere una nuova Primavera per le minoranze e per coloro che combattono gli abusi di potere, però non sarà la fine della guerra.

Finché un uomo capace di combattere Twitter, piuttosto che pensare al bene di TUTTI gli americani, rimarrà al potere, non ci potrà essere un cambiamento.

Speriamo che l’era Trump finisca al più presto, con l’augurio di un futuro migliore per tutti i cittadini statunitensi.

I Can’t Breathe

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.