Finalmente è arrivata sugli store Apple e Google degli italiani la famosa Immuni (https://www.immuni.italia.it/download.html), l’applicazione per il tracciamento anti-contagio.Si sarebbe dovuto usare il condizionale, visti i precedenti, ma da pochi minuti abbiamo a disposizione un’arma in più nella guerra contro il Covid-19. Non tutti, però, potranno utilizzarla, infatti la sperimentazione partirà dalle regioni che hanno dato il proprio consenso.

Hanno aderito a questa prima fase: Puglia, Liguria, Abruzzo e Marche. Invece, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia si sono tirate fuori a poche settimane dal lancio.

L’obiettivo di questo stress teste è quello di verificare se l’applicazione milanese (ideata e prodotta da Bending Spoons) sarà in grado di integrarsi in maniera efficace con i vari sistemi sanitari regionali.

Come funziona Immuni?

Questa app serve per tracciare i contatti avuti da un individuo risultato positivo, fino a 14 giorni prima della conferma clinica del virus. Un eventuale “possibile contagio” verrà notificato attraverso il sensore Bluetooth del cellulare. Non utilizzerà il sistema GPS o la geolocalizzazione (per questioni di privacy), dunque le informazioni non saranno riconducibili ai singoli cittadini, in modo da garantire il pieno anonimato. Le informazioni sul titolare dello smartphone saranno mandate a un server pubblico gestito da Sogei e, solamente su l’utente risulterà positivo, verranno utilizzati per il tracciamento dei contatti. Ognuno di noi potrà disinstallare o disattivare l’app in qualsiasi momento e i suoi dati personali rimarranno sul proprio dispositivo e non nel server comune.  

Di Matteo Spaggiari

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