Finalmente è arrivata sugli store di Apple e Google la famosa Immuni, l’applicazione per il tracciamento dei contatti. Questa specifica arma contro in Covid-19 ha il compito di ricostruire i movimenti e gli incontri avuti da una persona risultata positiva alla malattia. Sarà utile? Non lo si può sapere, certamente non sarà dannosa per la salute pubblica.

Però, come accade spesso in Italia, dopo poche ore dal lancio di Immuni, l’opposizione insorge e il leader della Lega, Matteo Salvini, dichiara a Quarta Repubblica (programma televisivo su Rete Quattro): “Non scarico la app fino a quando non sono sicuro che i dati degli italiani, la loro vita privata, non vadano in mano a qualcuno che ha magari soci cinesi. Ci penso 18 volte… perché la Cina non è una democrazia”.

Vi lascio un momento per rileggerla, effettivamente è talmente delirante che, a una prima lettura, potrebbe sembrare una fake news. Ma, se ci pensate attentamente, tutta la Lega e Matteo Salvini sono una enorme fake news.

Ma andiamo con ordine e analizziamo passo a passo questo delirio di sovranismo, ignoranza e cybercazzismo. Il ragazzo con la felpa dichiara di voler avere la certezza sulla sicurezza del trattamento dei dati, dimenticando tre punti importanti. Il primo riguarda l’informativa della privacy alla quale dobbiamo dare il nostro consenso prima che Immuni possa accede a qualsiasi tipo di dati, ma, essendo molto lunga da leggere, credo che l’abbia saltata. Il secondo è la dichiarazione del Garante dell privacy, il quale afferma testuali parole: “Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal ministero, il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento”. Il terzo è legato alla sperimentazione e al giusto periodo di test in cui verrà aggiornato il server per renderlo ancora più sicuro e funzionale.

Ma il leader della Lega non si ferma qui e accusa la Cina di voler rubare i dati sulla vita privata degli italiana, costruendo l’ennesimo mostro (imparando dal suo grande amico Donald Trump) da dare in pasto alla propria bestia elettorale. Ora il focus è puntato sui cinesi, poiché la lotta ai neri non va più di moda e rischia di essere addirittura deleteria (imparando dal suo grande amico Donald Trump, pt.2)

Infine, essere il leader del partito con, sondaggi alla mano, la percentuale più alta di consensi e affermare che non scaricherà un’arma che potrebbe aiutare la sanità nazionale è un atto di bieco terrorismo psicologico e sociale.

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.