Come previsto da tutte le persone mentalmente lucide, non i leader di centrodestra, le manifestazioni per il 2 giugno si sono rivelate una pericolosa bolla sanitaria. Tra selfie, mascherine sotto il naso, assembramenti selvaggi e manifestanti a volto coperto (per ricordare che, secondo il decreto Salvini, tutti i partecipanti sarebbero dovuti finire in carcere come i “famosi” pastori sardi), il ritrovo del centrodestra si è svelato per quello che tutti pensavamo potesse essere: un attacco alla salute pubblico e uno sputo in faccia ai medici e agli infermieri che in questi mesi hanno lavorato h24.

Il post datato 25 aprile, sul profilo Instagram ufficiale di Matteo Salvini

Il 25 aprile, dal profilo Instagram del leader della Lega, si poteva apprezzare un post (con commento del sempre lungimirante Flavio Briatore) in cui affermava che con la bandiera rossa si potesse fare ciò che si vuole e che si potesse manifestare liberamente, con tanto di “gli italiani sono chiusi in casa…”. Matteo, non è una bandiera che ti fa infrangere le leggi, ma l’ignoranza, come quella dimostrata dalle piazze che ieri si sono riempite senza mantenere le distanze e senza aver memoria dei migliaia di morti che ha avuto il nostro paese.

Il post datato 26 aprile, sul profilo Instagram ufficiale di Matteo Salvini

Il giorno seguente, per rincarare la dose, posta un video delirante del “visionario” Nicola Porro (giornalaio di prima categoria) con scritto “Funerali no ma Bella Ciao sì”. In questo caso, oltre alla mancanza di coerenza e di intelletto, se paragoniamo la ventina di persone di quel giorno alla migliaia della sua piazza, ha dimostrato di continuare nella sua opera di distruzione della Festa della Liberazione. Matteo, quel canto non è la sigla della Casa di Carta (dato che i tuoi retaggi culturali non vanno oltre alle serie televisive) ma le parole che hanno supportato coloro che hanno lottato per la liberazione di TUTTA l’Italia, anche la tua. Capisco che il flirt con i fascisti italiani sia lungo e a buon punto, ma non penso che a volte sia meglio togliere la felpa dell’influencer e smetterla di postare ODIO?

Il post datato 15 maggio, sul profilo Instagram ufficiale di Matteo Salvini

Il 15 maggio annuncia la manifestazione del 2 giugno a Roma, contornandola dallo slogan “In piazza in tutta sicurezza”. Ieri abbiamo potuto notare che della sicurezza del proprio elettorato si è dimenticato, ma ha dato alla sua “bestia” una buona dose di selfie, strette di mano e slogan fortificanti. Tutto questo sarebbe da processo penale, ma non siamo un paese normale e anche questa passerà e ce ne dimenticheremo. Comunque, una cosa è certa, quando si accostano le parole Salvini e sicurezza, viene sempre fuori qualcosa di ORRIBILE per il popolo italiano.

Il post datato 16 maggio, sul profilo Instagram ufficiale di Matteo Salvini

Il giorno seguente, posta una foto in cui Tommaso Paradiso definisce la manifestazione “una cagata pazzesca”, esortando l’ex cantante dei The Giornalisti a scendere in piazza con loro. Anche in questo caso parla di mascherine (più volte abbassate, soprattutto per fare i selfie con i propri fans) e distanze che NON sono esistite. Dimostrandosi, come sempre, un uomo incoerente, lunatico e totalmente fuori controllo.

Salvini mentre dà sfoggio delle regole del distanziamento sociale e dell’uso della mascherina

In conclusione, potrei continuare a portare alla luce l’incoerenza della piazza del 2 giugno (non ho parlato della Meloni perché i fasci mi sono indigesti di prima mattina, e nemmeno di Tajani poiché i leader di partiti ormai morti non mi interessano), solamente postando ciò che Salvini mette sui social. La cosa che mi fa più pensare, però, è la mancanza di contenuti di questa giornata. La Lega si è trasformata, per qualche ora, in sardine nere perché entrambe le piazze hanno parlato del nulla, pavoneggiandosi della loro STUPIDA bellezza.

Lo sfogo di Salmo dopo le immagini della manifestazione di Roma

 

“Sono una merda, confesso, se penso a quello che dico”