Coerènza s. f. [dal lat. cohaerentia, der. di cohaerere; v. coerente]. – L’esser coerente, nel sign. proprio e fig., e nelle accezioni specifiche (per le quali, v. coerente): la cdelle parti nel tuttocd’ideecfra pensiero e azioneuomo di ammirevole c.; cdi organi, in botanica. In fisica, c. di un sistema di unità di misuracdi radiazioni elettromagnetichec. temporalec. spaziale, a seconda che ci si riferisca alla costanza della fase nel tempo oppure nello spazio; spazio di c. e tempo di c., espressioni in uso per indicare la lunghezza (lungo una direzione di propagazione) e l’intervallo di tempo di cui una radiazione si mantiene coerente.

Non sapevo come iniziare questo articolo e ho scelto la via più semplice: fare copia-incolla di una definizione dal dizionario. Mi sentivo in dovere di sottolineare il significato della parola COERENZA poiché viene usata come arma da tutti colore che vogliono avere la ragione assoluta nel palmo della propria mano.

Ieri, in piazza a Reggio Emilia si è tenuta una manifestazione per cavalcare l’onda lunga delle proteste americane in seguito all’uccisione di George Floyd. Però, come spesso accade, la coerenza non era presente a questa brutta copia di un meeting di buonisti, falsi rivoluzionari e radical chic.

Sento già le vostre dita fremere dalla voglia di scrivere “Sei un svranistahhhah!!1!!”, ma vi deluderò, sono un uomo di sinistra, fiero di portare in alto il nome di una ideologia politica ormai morta. PErò, a differenza di molti di voi finti socialisti, ho anche alcuni neuroni, i quali cercano di farmi ragionare e pensare, prima di urlare in piazza.

Quella di ieri NON era una manifestazione per le minoranze (anche se le bandiere del PC ne rappresentano una).

In quella piazza ho sentito discorsi retorici e privi di proposte, le quali sono FONDAMENTALI per fare una rivoluzione culturale. Diciamo che si potrebbe paragonare i loro discorsi a quelli di Barack Obama sulla comunità LGBTQ americana. Le sue parole erano ammalianti, però fece adeguare l’ordinamento USA in materia, alla Corte Suprema (pur non facendo mancare il proprio sostegno), in una scelta assai paraculistica.

In quella piazza ho visto decine di ragazzi vomitare odio su Matteo Salvini (io mi sento un grande detrattore del leader del Carroccio, ma non mi sembrava la sede giusta per fare CATTIVA politica), senza capire che, oltre a fare il suo gioco, lo stavano imitando. Il distanziamento era assente, le mascherine erano affette dalla sindrome delle “targhe alterne”, i contenuti latitavano… cosa vi fanno venire in mente queste tre caratteristiche? Sì, proprio la manifestazione del 2 giugno a Roma.

In quella piazza però ho visto una discreta voglia di reagire, però senza giuda, senza idee, senza quello che io identifico come FUOCO RIVOLUZIONARIO.

Amici cari (citazione dell’ormai TikToker mondiale, Antonio Razzi) attenzione a fare la guerra all’odio, rischiate di diventare voi stessi gli odiatori senza idee. Rifletteteci.

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.