La pazzia dei voucher viaggio ci costa una tirata d’orecchie europea.

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione a carico dell’Italia e di altri Paesi sulle regole dei diritti dei passeggeri per i voli cancellati, che non prevedono il rimborso dei biglietti ma unicamente voucher. Secondo l’esecutivo UE, le regole approvate da Roma sono quelle più incompatibili con le direttive comunitarie. “La ragione per la quale abbiamo lanciato una procedura di infrazione alla Grecia e all’Italia è perché questi Paesi hanno adottato delle legislazioni che permettono di offrire i voucher come solo metodo di rimborso e ciò va contro il diritto dei passeggeri che hanno il diritto di scegliere il rimborso. Le legislazioni di questi Paesi non permettono questa scelta e quindi abbiamo lanciato la procedura di infrazione”. Lo ha affermato un portavoce della Commissione europea.

Forse, grazie a questa tirata d’orecchie da parte dell’UE, il nostro governo capirà che non può avere il diritto  di decidere su come gli italiano devono veicolare i soldi dei rimborsi dei biglietti. Perché il punto focale è questo, i voucher per viaggiatori dovranno essere utilizzati all’interno del settore dei viaggi. Però, la domanda è lecita: perché io non posso scegliere se cambiare la destinazione del mio investimento? Se durante il lockdown una famiglia ha perso parte del reddito in entrata, perché non può ricevere un rimborso e tenersi stretto i LORO soldi? 

Magari con questa bacchettata riusciamo a cambiare la pazzia dei voucher.

 

 

Di Matteo Spaggiari

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