Ven. Dic 3rd, 2021

La polizia postale ha scoperto l’ennesima chat degli orrori tra giovanissimi che si sarebbero scambiati immagini “di orribili violenze e con contenuti di elevata crudeltà “. L’inchiesta è nata dalla denuncia (a Lucca) di una madre che aveva scoperto sul cellulare del figlio, minorenne, filmati hard. All’interno dello smartphone sono stati trovati un numero esorbitante di file provenienti dal dark web. Video di suicidi, mutilazioni e decapitazioni di persone e/o animali, oltre a immagini pedopornografiche.

Il giovane, rivelatosi l’organizzatore e promotore dell’attività  criminosa insieme ad altri minori, ampliava la propria rete di contatti attraverso varie applicazioni di messaggistica istantanea. I minori sono stati denunciati per i reati di detenzione, divulgazioni, cessione di materiale pedopornografico e istigazione a delinquere aggravata.

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Mesi di indagini per scoprire un problema alla luce del sole

Dopo oltre cinque mesi d’indagini i poliziotti hanno identificato i soggetti, che a vario titolo, detenevano o scambiavano immagini e video pedopornografici. Il procuratore capo presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze ha ritenuto necessario interrompere da subito “l’attività  delittuosa” dei minori.

Le numerose perquisizioni eseguite dalla polizia postale e delle comunicazioni, coordinate dal Centro Nazionale Contrasto alla Pedopornografia Online. Sono state eseguite nei confronti di minori nelle città  di Lucca, Pisa, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia, Ancona, Napoli, Milano, Pavia, Varese, Lecce, Roma, Potenza e Vicenza. Questo dato fa capire quanto, attraverso i nuovi metodi di contatto online, si possa ampliare la propria rete di contatti per divulgare qualsiasi tipo di contenuto. Le nuove nuove generazioni non si stanno rendendo conto dei precedenti che stanno creando. La strada imboccata è,apparentemente, senza ritorno.

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Grazie ai telefonini sequestrati sono emersi particolari inquietanti

Sono stati sequestrati decine di telefonini e computer e dalla cui perquisizione informatica sono emersi elementi di riscontro inconfutabili. Sono in corso, da parte degli esperti della polizia, approfondite analisi di tutti i supporti sequestrati al fine di acquisire le prove informatiche e verificare il coinvolgimento di altri soggetti.

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Secondo Annalisa Lillini: “Il fenomeno che è venuto alla luce nelle indagini è che accanto allo scambio di materiale pedopornografico. Avviene in contemporanea l’invio dei cosiddetti file gore, presi per lo più dal deep web, molto violenti, con immagini crude di suicidi e decapitazioni di persone e animali”.