Nel mondo stiamo combattendo contro un mostro chiamato Covid-19 e questa guerra sanitaria è lontana dalla sua conclusione. Però, molto spesso ci dimentichiamo che non esiste solo un problema medico ma anche psicologico derivante da questo lungo lockdown. In questo caso, chi ha pagato il prezzo più alto sono le donne, vittime di soprusi e, nel peggiore dei casi, uccise senza pietà. Il numero dei femminicidi è in aumento e il 77% di questi, si consuma in famiglia (proprio a causa della quarantena forzata che abbiamo dovuto affrontare). I dati sono impressionanti e la Cgil di Parma ha definito queste barbarie “una pandemia senza fine”, perché a questi omicidi non si riesce a mettere la parole FINE.

“Le fonti attualmente esistenti sono fonti plurime, frammentarie, carenti e perfino non definite univocamente. Le fonti di tipo amministrativo, in ambito sanitario, giuridico, sociale, non sono ancora adeguate”, ha spiegato la direttrice dell’Istat Linda Laura Sabbadini, parlando nel 2019 davanti alla commissione parlamentare sui femminicidi.
In Italia stiamo facendo le orecchie da mercante davanti a uno dei problemi più gravi della nostra società, dimostrando un maschilismo intrinseco nella nostra cultura.

Noi uomini ci sentiamo in diritto di svillaneggiare una ragazza con una gonna corta, ci sentiamo in diritto di trattare una donna come un giocattolo sessuale, ci sentiamo in diritto di decidere cosa deve o non deve fare il nostro partner. Siamo delle bestie, ma siamo semplicemente figli di una società che ha vomitato su di noi tutto il marcio che negli anni ha accumulato al proprio interno.

La nostra società è piena d’odio e lo riversiamo verso le fasce più deboli, per sentirci anche solo per un momento importanti e “dittatori”. In Italia l’amore verso la DITTATURA si riversa anche nei maltrattamenti verso le donne e nei femminicidi. Solo noi possiamo cambiare e dobbiamo farlo al più presto, prima di imboccare una strada senza ritorno.

Di Matteo Spaggiari

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