Lo conosciamo tutti il fenomeno Matteo Salvini, però tutti i giorni scopriamo una sfaccettatura diversa dello stesso diamante. Oggi, una volta tolto il cappellino della Guardia Costiera, il leader della Lega si esibisce in un monito verso i giovani: “Mettete la mascherina all’interno dei luoghi chiusi. Usate la testa”. Tralasciando il fatto che l’invito a usare il cervello potrebbe essere controproducente (poiché in un paese assennato personaggi come Matteo Salvini sarebbero relegati al ruolo di zimbelli del panorama culturale), le parole del leader leghista, per una volta, sono sembrate lucide e consapevoli dei rischi che l’Italia sta attraversando a causa di tutti i delinquenti che ignorano le norme sanitarie per la prevenzione del Covid-19. Però, quello che il buon Salvini dimentica spesso è che il passato non si cancella, soprattutto se si parla di pochi giorni prima (anche se l’italiano medio ha 5 ore come limite massimo di memoria). Durante la convention dei Negazionisti del Covid, organizzata da due illuminati come Vittorio Sgarbi e “Mister Rublo” Armando Siri, il Matteo leghista si è rifiutato di indossare la mascherina e ha definito il saluto con il gomito “la morte della società”. Se non erro il Senato è un luogo chiuso, se non erro all’interno della stanza si è creato dell’assembramento e se non erro nessuno indossava le mascherine tranne i funzionari. Dunque, Matteo Salvini ha invitato i giovani a fare ciò che lui si è rifiutato di fare, facendo leva sull’utilizzo del cervello da parte dei ragazzi. Sarò machiavellico io, ma Salvini si è dato del cretino da solo.

Questo esempio è solamente uno dei tanti che potremmo fare ripercorrendo la lunga carriera politica del comunista padano. E’ stato eletto in Europa come anti-europeista ma ora afferma che non vuole uscire dall’UE ma cambiarla dall’interno come stanno facendo i suoi alleati (come Orban, il quale è stato uno degli artefici minori del Recovery Found, il nuovo nemico salviniano). Scelta paraculistica per uno statista con la visione del futuro decisamente compromessa dalle ciliegie. L’amore verso gli anni ’80 è in netta contrapposizione allo slogan “i grillini ci vogliono riportare nel passato”. Ultima, ma non meno importante (e nemmeno l’ultima, però ci vorrebbe almeno una trilogia di libri per elencare tutti i cambi d’idea del leader leghista) la retromarcia nei confronti di Silvio Berlusconi. L’attuale capo politico di Forza Italia è stato preso a mazzate da Matteo solamente pochi mesi fa, paragonandolo a due mostri sacri (forse, solamente mostri) come Renzi e Prodi. Però, per strappare l’ultima poltrono di governo si accetta tutto, anche la merda in faccia.

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