Durante la fase più acuta della pandemia di Covid-19 abbiamo imparato a conoscere svariati volti del panorama medico italiano, apprezzando (o meno) le loro previsioni in merito al complicato periodo nostrano e mondiale. Attualmente, invece, la quantità di virologi (o presunti tali) presenti nelle trasmissione è decisamente diminuito.

Virologi in cerca di notorietà

Alcuni di loro cercano di fare carriera politica (come il Primario dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare, Aberto Zangrillo) e altri sono immersi in controversi conflitti di interessi (come il virologo Roberto Burioni), rovinando l’immagine che hanno dato di loro in questi mesi. Storia diversa, invece, per il direttore Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, una delle figure più importanti del panorama medico italiano. Il professore ha sempre usato termini e modi molto pacati, risultando affidabile e non propagandistico. Questa sua caratteristica lo ha reso uno dei “virologi virali” più apprezzati dagli italiani.

La lucida verità del Dott. Galli

“Ho messo via una bottiglia di champagne per il vaccino anti-Covid, ma temo che non lo stapperò prima della fine del 2021”. Come un moderno pompiere il dott. Galli ha spento l’incendio mediatico che si è generato intorno alla questione del vaccino contro il Covid-19. Le tempistiche sono ancora un mistero, ma rimanere coi piedi per terra è fondamentale, soprattutto adesso che siamo alle porte di una ripartenza molto problematica. Slogan politici come quelli utilizzati dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha affermato che gli USA avranno un vaccino entro il 2020, sono controproducenti perché creano confusione all’interno di una popolazione mondiale già molto scossa per il periodo difficile.

Il monito del professore

Il professore milanese conclude dando un monito alla politica italiana: “E’ sbagliato usare il vaccino come slogan politico. Ora non lo abbiamo e non lo avremo in autunno per l’inizio delle scuole. Mi preoccuperei piuttosto della campagna vaccinale per l’influenza”. Spostare il focus sulle cose concrete e su ciò che può realmente aiutare la salute pubblica è un gesto di enorme consapevolezza e intelligenza. Pensiamo a ciò che abbiamo e a far capire che vaccinarsi è importante, al posto di pensare a qualcosa che avremo tra molto tempo. Attualmente, sono più pericolosi quei delinquenti dei NO-Vax rispetto all’attesa per un vaccino.

Di Matteo Spaggiari

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