Obbligo o non obbligo, questo è il problema. Oggi mi sento più shakespeariano del solito, ma ho le mie motivazioni.

E’ scontro nella maggioranza sull’obbligatorietà del vaccino per contrastare la diffusione del Covid19 in Italia e nel mondo, poiché la scelta di una singola nazione avrà conseguenze a cascata sul resto dei paesi. Il comitato tecnico scientifico frena e sostiene che non servano imposizioni, anche perché il vaccino è ancora lontano dal poter essere distribuito su larga scala. “Questione prematura, le dosi non arriveranno tutte assieme e quando le avremo saranno poche e andranno in primis a operatori sanitari e anziani fragili”. Queste sono le parole poco confortanti ma tremendamente realistiche del ministro della Salute Roberto Speranza.

Il dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini è stato innescato da Matteo Renzi, poiché il suo partito è stato superato anche dal defunto Partito del Piccione. “Se il vaccino arriva deve essere obbligatorio e non facoltativo”, aveva ribattuto il leader di Italia Viva e trovando il sostegno del ministro della Famiglia Elena Bonetti. Dunque, si è scatenata una discussione che ora divide la maggioranza. Il comitato tecnico scientifico non ha ufficialmente posto l’obbligatorietà del vaccino al centro della discussione ma è sulla linea di pensiero del premier Conte, ovvero sia evitare di renderlo tassativo ma lasciarlo una scelta libera. Considerando il ragionamento portato avanti da Renzi, secondo cui l’obbligatorietà servirebbe per contrastare No-vax e negazionisti, i quali insieme rappresentano circa il 20% della popolazione.

I tempi di sperimentazione saranno decisamente ridotti

Normalmente i vaccini vengono sperimentati per almeno 5 anni ma quello per contrastare il coronavirus comporta anche una lotta contro il tempo. Motivo per cui, con sperimentazioni che durano mesi e non anni, spunta il rischio di effetti collaterali: imporre l’obbligo può voler dire anche rischiare poi di ricevere richieste di risarcimento. Inoltre, leggere nuovamente sui social che “I VACCINIH RENDHONO DISABILIIIHH!!1!!1” sarebbe abbastanza frustrante. Sulla linea del premier Conte c’è anche Walter Ricciardi: “Credo che il vaccino debba essere obbligatorio solo per i bambini, che vanno protetti perché dipendono da altri, ma non per gli adulti. Ad eccezione del personale sanitario o di pubblica utilità, come i poliziotti, i vigili del fuoco, chi lavora nelle mense. Di tutti quelli che fanno mestieri per i quali, senza vaccino, metterebbero a rischio la salute degli altri”.

Antonella Viola, professore ordinario di Immunologia all’ Università di Padova ha tuonato: “Bisogna essere sicuri che gli italiani rispondano almeno al 70%. Se succedesse come con la app Immuni, che è stata scaricata solo da 4 milioni di persone, sarebbe un grosso guaio”. Per questo motivo vorrei dare un piccolo suggerimento ai complottisti e al governo: inserire il vaccino all’interno dei timbrini delle discoteche non risolverebbe il problema?

 

Di Matteo Spaggiari

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