I furbetti del bonus, una tipica usanza italiana. Lo sappiamo, l’Italia è un posto magico e che non finisce mai di stupire il mondo. Durante un periodo di estremo pericolo come quello che stiamo attraversando, la politica italiana si è divisa in due apparenti fazioni: i cazzari negazionisti e i sudditi del lockdown. Entrambi gli schieramenti hanno messo in mostra un pessimo senso civico e un vomitevole feticismo verso la propaganda becera e di bassa lega. Però, mentre continuavamo a urlarci contro frasi come “Mettiti la mascherina, coglione!” oppure “Non c’è ne Coviddi!”, si faceva largo una terza, ma non meno importante fazione: i furbetti del bonus.

Come sapete, cinque parlamentari (3 della Lega, 1 del Movimento 5 Stelle, 1 di Italia Viva) sono finiti nell’occhio del ciclone perché hanno fatto la richiesta del bonus da 600€ durante il lockdown.  Mentre l’Italia era in ginocchio e la nostra economia stava esplodendo, coloro che dovrebbero rappresentare il popolo italiano hanno deciso di che il loro stipendio a cinque cifre non sarebbe bastato per arrivare alla fine del mese. Poveracci, in tutti i sensi.

Questo fattaccio ha riportato alla luce un vecchio adagio stereotipante dell’italiano medio: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Questo slogan, utilizzato da Matteo Salvini per attaccare il governo (al posto di prendere provvedimenti nei confronti dei propri rappresentanti furbetti), è di una banalità e pochezza aberrante. Però, descrive pedissequamente l’amore degli italiani verso le scappatoie economiche. Non viene messo un tetto di capitale massimo per richiedere il bonus? Bene, anche se vengo pagato dalle tasse degli italiani, posso permettermi di fare richiesta. Il problema è nella testa di coloro che cercano sempre una via di fuga. Arriva una multa? Non la pago. Arrivano le bollette arretrate? Non le pago, ci sarà chi lo farà per me. Arrivano le tasse insolute? Non le pago, aspetto il prossimo condono.

Però, se la sanità pubblica lavora a rilento o le scuole pubbliche sono fatiscenti, la colpa è del governo di turno. Il cazzo, è colpa di chi se ne sbatte le palle di qualsiasi tipo di legge. In attesa di scoprire i nomi dei cinque “tenori”, vi lascio con una domanda. E’ coerente andare in piazza a protestare per le Partite Iva e avere nel proprio partito rappresentanti che tolgono soldi a questa categoria.