L’ipocrisia della Chiesa. Un luogo dove si predica libertà ma si vuole decidere per le altre persone. Partiamo raccontando i fatti: il ministro Roberto Speranza, in accordo con l’Istituto Superiore della Sanità ha emanato le nuove linee guida da seguire sull’aborto in Italia. Unico difetto? Dimenticarsi di debellare definitivamente gli obbiettori di coscienza, medici sottosviluppati in camice con deliri di onnipotenza.

Si potrà assumere senza ricovero, fino alla nona settimana di gravidanza prorogando il termine delle sette settimane previsto finora. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiornato le nuove linee guida sulla pillola abortiva Ru486. Sono “basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà del nostro Paese”. Parole che il ministro ha scritto in un post su Facebook e che fanno cadere l’ultimo NO in materia di aborto.

Perché il Ministro Speranza ha preso questa decisione?

La decisione del ministro arriva dopo l’ondata di proteste per il provvedimento approvato a giugno della giunta leghista in Umbria. L’illuminato leghista ha deciso lo stop all’aborto farmacologico in day-hospital revocando una delibera regionale del 2019. In risposta alla decisione medievale e retrograda della presidente Donatella Tesei, il governo Conte apre le porte al futuro e sceglie di allinearsi con le direttive europee e mondiali. Detto ciò, la regione Umbria in una nota fa sapere che si adeguerà alle linee nazionali. E tanti cari saluti ai leghisti che avranno bisogno di una scatola di Malox per digerire questa novità.

Però, come poteva mancare la risposta della Chiesa a questa novità? L’intervento che più mi ha toccato nel profondo è stato quello del visionario Vescovo di Reggio Emilia, Monsignor Massimo Camisasca. “In una situazione di declino demografico, anziché scegliere la strada dell’aiuto alla maternità si nasconde ipocritamente l’origine vera di questa decisione: gravare meno sulle strutture ospedaliere“. Finalmente anche tra i vescovi sta nascendo una corrente “complottista”.

Caro vescovo, parliamo di Medioevo contemporaneo

Caro Massimo, fattelo dire da una delle vostre tante pecorelle smarrite: l’aborto è un diritto e nessuno potrà cancellarlo utilizzando teorie variopinte o sventolando un crocifisso qua e là. Dare la possibilità di poter utilizzare il day-hospital per abortire è un modo per rendere la scelta più libera e ridurre al minimo la pressione socio-psicologica che verrebbe appesantita in caso di un ricovero più lungo. Ogni donna deve avere il diritto di fare le proprie scelte e di farle in totale libertà e sicurezza. Il Medioevo è finito, l’Inquisizione non esiste più e a coloro che provano nostalgia verso i cari vecchi bei tempi consiglio di mettersi il cuore in pace.

La Chiesa rimarrà negazionista e attaccata alle proprie fondamenta marce, fortunatamente la percentuale di fedeli sta ripercorrendo quella dei tesserati di Forza Italia. Due vecchie glorie (corrotte e con un amore carnale verso la gioventù) in declino.

 

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.