La scuola delle fake news. Non è un nuovo corso universitario ma ciò che orbita intorno alla propaganda sulla ripresa delle scuole.

Il web è il posto in cui tutti noi, laureati o analfabeti, abbiamo lo stesso diritto di parola. In un click diventiamo tutti scienziati, presidi, giuristi o allenatori, senza aver mai fatto nessuno di questi percorsi di studio. Grazie a tutto questo, il mondo dei social network (con il quale lavoro) si sta riempiendo di vomito culturale e fake news. In una sola settimana le bacheche si sono riempite di due slogan contrapposti: “I ragazzi nelle discoteche e i bambini senza scuola” e “Chiudete le discoteche per toglierci i diritti”.

Questa contrapposizione nasce da quella che io chiamo “sindrome della Ragione a tutti i costi”. Tale fenomeno si può spiegare in poche parole: per riuscire ad avere sempre ragione si condivide qualsiasi cosa abbia al proprio interno uno slogan ridondante, in modo tale da avere sempre e comunque ragione. In tutto ciò, la ciliegina sulla torta per rendere epici questi profili social sono le catene. Nelle ultime 48 ore è scoppiata una bolla di shit (in inglese suona meglio) esagerata, grazie a due catene (scusate la ripetizione ma non ho sinonimi per riuscire a essere comprensibile) riguardanti altrettante fake news.
Le catene social sono messaggi infarciti di cazzate e bufale con un’ortografia rivedibile, un numero eccessivo di punteggiatura ed emoji  e la richiesta di condivisione sulle proprie bacheche (soprattutto Facebook). 

I messaggi illuminati dei social

In molti profili si leggevano post che recitavano più o meno così: “Il 14 settembre nego il mio consenso, bla bla bla, due linee di febbre, bla bla bla, terremo a casa i nostri figli, bla bla bla, condividete se amate i vostri bambini!!1!11”.
Insomma, una marea di cazzate. Il motivo? Una fake news! Nessuno preleverà i vostri figli in caso di febbre, ma verranno presi provvedimenti sanitari in caso di positività di uno o più membri dei complessi scolastici (alunni, insegnanti, bidelli e/o presidi).

Mi spiego meglio, se un ragazzo risulterà positivo al Covid il Servizio sanitario locale e la scuola decideranno come muoversi e decideranno se mettere in quarantena preventiva la classe e i professori.Cari genitori complottisti, state sereni, nessuno toccherà la vostra prole. Anche se la cosa peggiore è che le nuove generazioni siano educate da persone che non distinguono una bufala da una notizia reale. Portate i vostri figli a scuola, magari non cresceranno come voi.

Insomma, stiamo frequentando la scuola delle fake news.

 

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.