Alberto Zangrillo, l’aspirante sindaco amico di Berlusconi. Lo sappiamo tutti, l’Italia è un paese di Santi, navigatori e aspiranti politici. Questa affermazione è incarnata in modo eccellente dal medico di Silvio Berlusconi: Alberto Zangrillo. In questo periodo, il professore sta sminuendo il problema legato al coronavirus e sta cercando di fare una propaganda negazionista. Questo comportamento è in netta controtendenza rispetto all’opinione medica mondiale. Tale presa di posizione si può spiegare in modo semplice e veloce: il primario ha intenzione di ritagliarsi un posto nel panorama politico italiano. Dopo aver visto il fratello essere sistemato dal buon Silvio Berlusconi, anche ad Alberto sarà cresciuta la voglia di cambiare lavoro e catapultarsi in un mondo con meno pressioni.

Chi è Alberto Zangrillo?

Nato il 13 aprile 1958 a Genova, Alberto Zangrillo è primario dell’Unità Operativa di terapia intensiva e rianimazione generale dell’Ospedale San Raffaele da oltre dieci anni. Nel suo curriculum una laurea in Medicina e Chirurgia presa all’Università degli Studi di Milano con specializzazione in anestesia e rianimazione nello stesso ateneo. Per la sua formazione professionale ha frequentato centri all’estero, da Londra a Barcellona, da Berlino a Montecarlo. Nella sua carriera anche tanti anni di insegnamento all’università per studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, specialistica e master, e moltissimi titoli e riconoscimenti.

Il prof. ligure è stato nominato Presidente della Commissione del Ministero della Salute per la Pandemia Influenzale, Vice Presidente della Commissione Nazionale Ricerca Sanitaria. È inoltre membro della Commissione di Bioetica del Ministero della Salute, Presidente della II Commissione del Consiglio Superiore di Sanità e membro della Commissione Sviluppo Sanità della Regione Lombardia. Zangrillo è il medico di fiducia di Silvio Berlusconi: lo ha operato e seguito in diverse occasioni. Le più recenti, il delicatissimo intervento di sostituzione della valvola aortica nel 2016 e l’operazione del 2019 per un’occlusione intestinale.

Perché fa propaganda negazionista?

Per Zangrillo ci sono le evidenze che l’Italia possa ripartire, e critica l’allarme lanciato da alcuni esperti che hanno invitato il governo a costruire 151mila posti in terapia intensiva. Questo, per il prof. del San Raffaele, vuol dire terrorizzare il Paese: “i nostri reparti di terapia intensiva sono vuoti, Mers e Sars sono scomparse per sempre quindi è auspicabile che lo stesso accadrà con questo nuovo coronavirus, che sparirà da solo”, ha detto.

La risposta di altri medici non si è fatta attendere: lo pneumologo Luca Richeldi ha detto che il virus è ancora in circolo e che è pericoloso dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza. Altri spiegano che non ci sono evidenze scientifiche che il virus sia mutato e si sia indebolito, anzi, ci sono moltissimi nuovi casi ogni giorno. Ragion per cui non bisogna abbassare la guardia e allentare le misure specie in vista delle riaperture del 3 giugno. Insomma, in piena pandemia il buon Zangrillo strizza l’occhio verso alcune rilevanti forze politiche (Lega?) e si prepara per un futuro sotto i riflettori.

Sarà la giusta scelta o verrà masticato e vomitato da un settore che non gli appartiene? Lo sapremo in una prossima puntata di: Alberto Zangrillo, l’aspirante sindaco amico di Berlusconi.