Parte il vaccino italiano, ora c’è una speranza tangibile.

Italia, ora tocca a te!

Al via la sperimentazione sull’uomo del vaccino italiano anti-Covid, allo Spallanzani di Roma. Iniettata stamattina la dose al primo volontario. Presenti all’avvio dei test il presidente della Regione Lazio e segretario del PD, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato e i vertici dell’Istituto per le malattie infettive della Capitale. La presenza di tutte queste figure istituzionale fa capire la solennità del momento. Per l’Italia sarebbe un grande colpo riuscire a “costruirsi in casa” il vaccino anti-Covid. Cia metterebbe in una posizione di forza nei confronti dell’Europa e del mondo.

Alle 8.30 circa il primo volontario ha ricevuto la prima dose. Il vaccino, il quale sarà sperimentato allo Spallanzani, è interamente italiano ed è nato grazie a un protocollo siglato a marzo. Per la realizzazione di questo vaccino sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani e 3 milioni a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica. Il vaccino è realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castel Romano. L’investimento è stato cospicuo, ma il raggiungimento dell’obbiettivo finale sarebbe un grande passo per uscire da questa catastrofica pandemia.

Il vaccino sarà efficace?

“A noi interessa che il vaccino sia efficace. Se tutto avviene nei tempi programmati il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera”. Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia in occasione dell’avvio della sperimentazione nell’istituto del vaccino sull’uomo. Se le tempistiche fossero quelle pronosticate durante il “lancio” ci aspetterebbe un autunno/inverno doloroso prima di una nuova prima-primavera Covid free.
“Il primo volontario a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino verrà tenuto in osservazione per 4 ore da una equipe poi tornerà a casa e verrà monitorato per 12 settimane. Mercoledì proseguiremo con altri due volontari e così a seguire tutti gli altri fino a 24 settimane. Poi se tutto andrà bene ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione che probabilmente faremo in un paese dell’America Latina dove il virus è in crescita”. Vaia ha spiegato che molti volontari hanno detto che intendono “devolvere il rimborso spese previsto alla ricerca”.

“L’Italia con questo vaccino entra da protagonista nella guerra dei vaccini, non per arrivare prima ma per arrivare meglio e mettere il Paese in un sistema di parità. Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito, commentando la prima inoculazione del vaccino. “Il nostro è un protocollo complesso è scrupolo che garantirà la massima sicurezza”. Ippolito ha inoltre spiegato: “Ci vorranno almeno 24 settimane per completare fase I sperimentazione sull’uomo vaccino. Poi passeremo alla fase II per la qual ci stiamo già preparando. Giocare sui tempi e ridurre la sperimentazione non è utile”.

Le sensazioni della prima cavia

“Sono emozionata e orgogliosa. Spero di poter essere utile al nostro popolo”. E’ quanto avrebbe detto la donna a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino anti-Covid allo Spallanzani di Roma. “Mi auguro che la mia disponibilità possa essere d’aiuto per salvare vite e che le persone siano sempre più responsabili per non mettere a rischio se stessi e gli altri”.

Con l’avvio in Italia dei test clinici di un candidato vaccino contro il nuovo coronavirus “le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid”, lo rileva il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post sul suo profilo Facebook a proposito dell’avvio della sperimentazione presso l’Istituto Spallanzani del candidato vaccino messo a punto in Italia dall’azienda Biotech Reithera.