L’inizio della fine della paella in Spagna. Dopo mesi in cui la popolazione spagnola si è divertita con Mojiti e balli sfrenati, è giunto il momento di richiudere. Tornare nelle proprie case e ripensare a ciò che si è fatto. Forse, troppo tardi.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che, contro la pandemia da coronavirus, in Spagna verrà impiegato l’esercito. I numeri del contagio nella penisola iberica stanno salendo a ritmi vertiginosi. Negli ultimi tre giorni si sono contati oltre 20mila nuovi casi e in tutto il Paese i positivi sono oltre 400mila. “Piegheremo di nuovo la curva dei contagi e dobbiamo farlo insieme”, ha detto il premier in conferenza stampa. Saragozza diventa la prima città spagnola a mettere in campo una pattuglia per il controllo della quarantena: una squadra che effettua visite a domicilio per assicurarsi che le persone rispettino le disposizioni governative.

Nella capitale regionale dell’Aragona i casi sono molto aumentati nelle ultime settimane. Il tasso di nuovi contagi è pari a 441 su 100mila tamponi, secondo i dati del ministero della Salute spagnolo. Le pattuglie, sono state lanciate all’inizio di questo mese. Speranza sprona la Spagna: “Continuare a lavorare insieme”. Intanto da una call conference fra Roberto Speranza, e il suo omologo spagnolo, Salvador Illa, è emerso che le due nazioni dovranno continuare a lavorare insieme. “Dobbiamo coordinare le misure di contrasto al Covid-19  e potenziare la ricerca europea su cure e vaccini”.

L’inizio della fine della paella è vicino, forse.

Di Matteo Spaggiari

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