Il Covid sta togliendo il futuro ai bambini e noi non possiamo rimanere a guardare!

A sei mesi dalla dichiarazione di pandemia dell’Oms l’impatto avuto sui bambini più poveri è stato catastrofico. Nel 2020 ci saranno 117 milioni di minori in più a rischio povertà e 10 milioni potrebbero non tornare mai più a scuola. Questo è il preoccupante allarme lanciato dall’organizzazione “Save the Children”. Lo studio, basato su una vasta indagine globale, indica un aumento delle disuguaglianze, del gender gap e delle violenze domestiche. Questa situazione non risparmia neanche l’Italia, dove entro fine anno un milione di minori potrebbero scivolare nella povertà assoluta. A livello mondiale le cose non migliorano: 2 famiglie su 3 non riescono a sfamare adeguatamente i propri figli e 9 su 10 non possono accedere alle cure mediche.

L’istruzione subirà gravissimi danni, con 8 bambini su 10 che con la chiusura delle scuole hanno interrotto del tutto ogni forma di apprendimento. In Italia 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici, e 2 su 10 temono di non poter più sostenere il costo della mensa scolastica. Bambine e bambini sempre più esposti al rischio di subire violenze e di essere costretti ad andare a lavorare per aiutare le famiglie. Questa condizione incrementa ancora di più i gender gap, facendo pagare il prezzo più alto alle bambine, che con la pandemia hanno dovuto occuparsi sempre più delle faccende domestiche, rinunciando allo studio. Perché, nonostante le lotte, la parità dei sessi è solo un orizzonte lontano di un paese pieno di discriminazioni.

Il Covid sta togliendo il futuro ai bambini i è il monito di Daniela Fatarella

“Questa pandemia non ha guardato in faccia nessuno e ha colpito persone e comunità in ogni parte del mondo, con conseguenze gravi soprattutto sul futuro di tanti bambini”. Questo è il commento di Daniela Fatarella, Direttrice generale di Save the Children. “Il Covid ha aumentato ovunque le diseguaglianze, in Italia ma ancor di più nelle aree fragili del pianeta. Non possiamo rischiare che i bambini rimangano indietro, perché altrimenti rimarremo indietro tutti”.

Di Matteo Spaggiari

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