L’election day si avvicina: manca una settimana a una partita molto importante. Seppure sabato inizi la nostra Serie A, il risultato più atteso proverrà dalle urne. Queste elezioni saranno infuocate soprattutto in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. In queste regioni la sfida si giocherà su due fronti. Nonostante la scelta di svolgere una sola tornata elettorale sia stata criticata, io ritengo che sia una mossa azzeccata. Negli ultimi anni si può constatare come l’affluenza non sia stata delle migliori,  a causa del poco interesse dei cittadini. Pertanto, coinvolgere interessi più ampi dovrebbe invogliare il popolo a esprimere la sua opinione. In più, il tema è importante: il taglio dei parlamentari, battaglia su cui il M5S sta lottando da tempo.

Perché votare sì e perché votare no

Il referendum sancirà il volere degli italiani, conteso tra il cambiamento e la conferma. La scelta sembra oggettiva, ma andiamo nel dettaglio. Da un lato fa discutere l’assenteismo continuo dei parlamentari (il 40% dei deputati e il 30% dei senatori ha disertato più di un terzo delle votazioni). Grazie al taglio si potrebbe ridurre, anche se non eliminare, questo tipico passatempo italico. Dall’altro lato, c’è il rischio che le segreterie di partito possano aumentare drasticamente il proprio potere, limitando il valore delle decisioni del popolo.

La vittoria del “sì” corrisponderebbe indubbiamente a quella del Governo Conte II. Però, nonostante il PD abbia dichiarato il suo appoggio, suonano strane le parole di alcuni parlamentari grillini. Andrea Colletti e altri cinque colleghi, hanno ufficializzato di votare “no”! Inoltre, sostengono che come loro anche un altro 20% contrasterà una riforma che avrebbero dovuto condividere pienamente. In ogni caso, per il prossimo referendum sui parlamentari dovranno passare molti anni, dunque il voto assume un peso ancora maggiore.

Il mancato accordo PD-M5S alle regionali

Cambiando campo, se per quanto concerne il referendum il PD è venuto incontro ai colleghi, non si può dire lo stesso per le elezioni regionali. La coalizione coi pentastellati è arrivata solo in Liguria, per il resto il M5S corre da solo e il centrosinistra si dimostra debole e spaccato. Al contrario, il centrodestra sembra compatto e ineluttabile. Non ci resta che attendere e scoprire quale sarà il responso delle urne e chi riuscirà a superare questo primo ostacolo politico.

L’election day si avvicina e il clima di campagna elettorale diventa sempre più cupo, chi vincerà?

Di Matteo Spaggiari

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