L’alba delle nuove leggi razziali. Senza se e senza ma. Sono bastate due notizie per far capire quanto lavoro ci sia ancora da fare per superare le divisioni etniche e di genere che attanagliano il nostro paese. Ma entriamo più nel dettaglio.

Scuola: a Brindisi divise diverse per maschi e femmine

Per alcuni una decisione bigotta e anche dispendiosa. Per altri una trovata felice, che ricorda le scuole anglosassoni (really?). Di sicuro la decisione di Adelaide D’Amelia, preside del terzo istituto comprensivo di Francavilla Fontana, fa discutere Brindisi e non solo. Da quest’anno gli alunni dovranno indossare pantaloni e cravatta, le ragazze gonne e collant. Molti genitori sono contrari e organizzano una raccolta firme per obbligare la dirigente al passo indietro. In un attimo siamo riusciti a stereotipare il vestiario femminile e maschile, senza accorgerci che questo è solo il primo passo verso una profonda divisione scolastica. Questa non è una trovata “anglosassone” ma un vero e proprio schiaffo ad anni di lotte per la libertà di pensiero. Perché se mi chiamo Luca devo mettermi la cravatta e se mi chiamo Lucia la gonna? Insomma, siamo all’alba di un nuovo Medioevo.

Bergamo, la richiesta della Lega: “Migranti sui bus solo in alcuni orari, serve posto per studenti e valligiani”

“Far utilizzare dai ‘richiedenti asilo’ il trasporto pubblico in orari diversi da quelli dei mezzi che trasportano gli alunni negli orari scolastici, così che oltre gli studenti, che giustamente debbono raggiungere le scuole, anche il singolo cittadino possa prendere il pullman e non aspettare quello dopo (cosa che già avvenuta anche in questo ultimo periodo)”. E’ quanto richiesto dalla Lega di Sedrina (Bergamo) al prefetto del capoluogo, Enrico Ricci. L’iniziativa ha suscitato polemiche, prontamente rientrate perché in Lombardia non si vota per le regionali. Pensare di avere dei cittadini di serie A o B, in base al colore della pelle è FASCISTA. E in Italia il fascismo è REATO. Per questo motivo mi aspetto che venga aperta un’indagine, forse.

In conclusione, l’alba delle nuove leggi razziali sarà il nuovo Medioevo sociale. E non ce ne stiamo rendendo conto.

 

Di Matteo Spaggiari

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