Il Dottore non muore mai, ma muta e si trasforma come un camaleonte. Malgrado la sua carta di identità dica che ha quarantuno anni, Valentino Rossi sta dimostrando di essere un pilota molto competitivo. Se cinque anni fa mi avessero detto che nel 2020 il figlio di Graziano avrebbe lottato per vincere dei Gran Premi, quasi certamente non ci avrei creduto. Valentino, invece, con i risultati sta zittendo tutti coloro che gli davano del vecchio. Francamente, credo che la sua storia debba essere un insegnamento  per tutti . Ci fa capire che grazie al duro lavoro e alla dedizione è possibile raggiungere gli obiettivi che ci si prefissa. Qualche anno fa il Dottore ha avuto un’idea geniale, aprire un Academy per dare l’opportunità ai giovani piloti di crescere.
Tale idea si è rivelata geniale poiché Rossi, stando a contatto con piloti giovani e lavorando con loro, è riuscito a migliorare il suo livello di competitività. Nel corso degli ultimi anni Valentino ha attraversato periodi molto difficili, ma quasi sempre è stato in grado di affrontarli e superarli. Personalmente, penso che in fondo il suo più grande sogno a questo punto della sua carriera sia quello di diventare per la decima volta campione del mondo.

Il grande biscottone

Nel 2015 ci è andato molto vicino, infatti all’ultima gara della stagione si era presentato da leader della classifica iridata. Purtroppo il decimo titolo gli è sfuggito principalmente a causa di Marquez, il quale ha chiaramente accompagnato Jorge Lorenzo verso la vittoria. Nonostante abbia subito quella batosta, Rossi ha deciso di non abbandonare e sta continuando a lottare con le unghie e con i denti per far vedere al mondo di essere uno dei migliori. Durante la sua carriera ha subito diversi infortuni e ha visto morire in pista uno dei suoi migliori amici, l’indimenticabile Marco Simoncelli.
Mi piace pensare che in questi anni Valentino abbia continuato a gareggiare anche per onorare la memoria del suo amico, che probabilmente avrebbe combattuto con lui per ottenere dei successi. In questa stagione, per via dell’assenza di Marquez, il pilota di Tavullia trova davanti a lui una grande opportunità per provare ad aggiudicarsi il decimo titolo mondiale. Tuttavia sarà un impresa piuttosto difficile, dal momento che i rider competitivi di certo non mancano. Tra i suoi rivali più diretti ci sono anche piloti che sono cresciuti insieme a lui: Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia. In questa edizione del mondiale, come abbiamo avuto modo di vedere nelle scorse gare, i giochi sono aperti e tutto può ancora succedere. Che sia la volta buona per il decimo titolo? Mai dire mai.

IL DOTTORE NON MUORE MAI! FORZA VALE, CREDICI ANCORA!