“Riaprire gli stadi adesso è da irresponsabili, ora dobbiamo metabolizzare l’apertura delle scuole e vedere come va”. Lo ha affermato Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova. “Le cose vanno fatte gradualmente. Se proprio vogliamo fare un gesto simbolico, riapriamoli con mille persone, oppure riapriamo con il 10% della capienza per almeno quindici giorni e vediamo che succede”, ha aggiunto.

Tanti presidenti di regione, capitanati da Stefano Bonaccini (Emilia Romagna), stanno pensando di aumentare al 25% la capienza degli stadi per le partite di Serie A. Questa manovra è abbastanza controversa poiché nel resto d’Europa i casi di Covid-19 sono in rapido aumento. Nella prima ondata siamo stati tempestivi e abbiamo arginato il problema. Non possiamo rischiare di fare errori di superficialità o dettati dalla troppa fretta. Il tempo per riaprire ci sarà, ma attualmente è impensabile rivedere i tifosi allo stadio.

I virologi contrari all’apertura

Sono già numerosi tra virologi e medici, coloro che si sono mostrati per lo meno cauti, quando non chiaramente contrari, alla riapertura degli stadi. Dopo Massimo Galli, anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Cts si dice preoccupato. “E’ indubbio che la riapertura degli stadi presenta delle situazioni e delle connotazioni di criticità e di potenziale rischio che non possono essere sottovalutate”., afferma, aggiungendo che si tratta di “una situazione complessa che credo meriti attenzione nella valutazione e credo anche significativa cautela”.

Sileri blasta tutti

‘Non e’ pensabile improvvisamente ipotizzare una riapertura degli stadi con 25.000 persone, ma si può ipotizzare una progressiva riapertura e con regole che devono essere ferree”, afferma infine il viceministro alla Salute Pier Paolo Sileri. 

Di Matteo Spaggiari

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