Chiara Ferragni come una Madonna rinascimentale: il velo sul capo e il bambino in braccio. Un’icona religiosa resa contemporanea grazie al viso di una delle donne più influenti del mondo. L’immagine, che accompagna una sua intervista a Vanity Fair, ha scatenato un’ondata di polemiche culminate con un esposto del Codacons. Si, ancora il Codacon contro i Ferragnez.

Il primo round era finito per ko tecnico

Durante il lockdown avevano messo i bastoni tra le ruote alla loro campagna di crowdfunding per l’Ospedale San Raffaele di Milano. La diatriba finì con un bel dito medio italiano (perché tutti noi eravamo dalla parte di Fedez) agli amici del Codacons ed ennesimo pesce in faccia per loro. Ma torniamo all’attualità.

“Presentiamo un esposto alla Procura della Repubblica e al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini – si legge in una nota – affinché intervengano su quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l’intero mondo religioso e per l’arte in genere”.

La storia della copertina incriminata

Il ritratto è un fotomontaggio che riprende un dipinto di Giovanni Battista Salvi e, secondo il Codacons, “sfrutta la figura della Madonna e la religione a scopo commerciale”. L’associazione arriva poi a definire l’influencer “una macchina da soldi finalizzata a vendere prodotti”, sponsorizzare marchi commerciali e “indurre i suoi follower all’acquisto di questo o quel bene”. L’esposto è indirizzato direttamente all’imprenditrice, anche se l’immagine è una scelta editoriale della rivista.

Parere personale: il Codacons ha bisogno di pubblicità, gli brucia il culo di aver perso il primo round contro i Ferragnez cerca vendetta. Punto primo, l’esposto sarebbe dovuto essere indirizzato a Vanity Fair e non a Chiara Ferragni. Punto due, in tutto il mondo si possono trovare vecchi dipinti usati a scopo pubblicitario (anche religiosi). Punto tre, l’Italia è un paese laico e l’esposto è ai limiti del fanatismo religioso.

Gli insulti misogini a una delle donne più importanti d’Italia

Inoltre, definire una donna che si è creata da sola, ha costruito un impero, è stata materia di studio ad Harvard e che fattura il triplo dei maschietti del suo settore, una semplice “macchina da soldi” è vomitevole. Non succederà, ma dovrebbe essere Chiara Ferragni a denunciare il Codacons per diffamazione. Però, la ragazza di Cremona, ha dimostrato in molteplici casi di non dare peso a queste polemiche e di essere superiore a queste critiche.

Io, da umile blogger, spero che Fedez le faccia cambiare idea e che vada per vie legali. Sarebbe bellissimo vedere la reazione di questi “simpaticoni” del Codacons.

Si Federico, erano mancati anche a me.

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.