Ieri notte è andato in scena il primo confronto televisivo tra Donald Trump e Joe Biden. A causa della pandemia in corso, la campagna elettorale americana ha subito numerose “amputazioni” e i dibattiti nazionali hanno assunto un ruolo fondamentale. Per questo motivo mi aspettavo di vedere una vera e propria battaglia su temi di vitale importanza come l’immigrazione, la sanità o l’economia americana. Invece, abbiamo assistito a un Trump versione bullo di quartiere e un Biden talmente poco incisivo da rischiare di far rimpiangere Hillary Clinton. L’attuale presidente degli USA ha messo in campo una strategia tanto scorretta quanto maleducata, poiché ha sistematicamente interrotto il proprio avversario e ha cercato di confonderlo in tutti i modi possibili.

Perché Trump ha deciso di attuare una strategia così aggressiva?

Il tycoon ha deciso di intraprendere una strategia così aggressiva per spingere sul fatto che il proprio avversario sia ormai “vecchio e non più presente a se stesso”. Inoltre, le continue interruzioni servivano a far riaffiorare un problema adolescenziale di Biden, la balbuzia. Se non si mastica molto la politica americana si può incappare in un errore italico di valutazione. In Italia i dibattiti sono ricchi di interruzioni e si fanno nelle sedi più disparate (Barbara D’Urso come moderatrice di un dibattito politico è la morte del sistema).

In America, invece, le regole dei dibattiti vengono concordate prima e vengono moderati dai migliori giornalisti americani. Per questo motivo, il dibattito di questa notte verrà ricordato come il peggiore degli ultimi cinquant’anni, poiché non si è parlato di tematiche interessanti. Il “padre confessore” di questo scempio è stato l’intervistatore di Fox News Chris Wallace, un genio delle “domande indipendenti”. Purtroppo, nemmeno lui è riuscito a frenare la maleducazione di Trump, definendolo “un bugiardo”.

Biden il fiacco e Trump l’evasore

Nonostante l’attenuante della maleducazione trumpiana, Joe Biden è uscito da questo confronto nel modo peggiore possibile. Ha fatto la figura del leader spento e fiacco, due caratteristiche che vanno in netta controtendenza a ciò che gli americani amano. Le sue risposte sono state vuote, retoriche e con poco mordente, finendo per fortificare la figura autoritaria e autorevole di Trump. Di contro, l’attuale presidente degli Stati Uniti è inciampato quando Wallace ha iniziato a parlare di tasse. Pochi giorni fa, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui si parlava delle pochissime imposte pagate dal magnate americano. Il tycoon si è difeso sostenendo di aver pagato milioni di dollari, ribadendo una risposta con ogni evidenza falsa.

I contenuti? Assenti ingiustificati

Tra un urlo e una interruzione, gli unici assenti sono stati i contenuti politici. Nessuno dei due leader è riuscito a imbastire un discorso degno di nota, facendo capire agli americani che chiunque voteranno sarà un pessimo presidente. L’unica notizia in grado di creare un “titolone” l’ha concessa Donald, quando ha deciso di non dissociarsi dai gruppi armati di estrema destra. Una decisione fortemente criticata, soprattutto in un periodo in cui il movimento Black Lives Matter sta chiedendo più diritti per tutti coloro che non ne hanno.

In conclusione, il vincitore del primo dibattito è stato il chaos e gli americani dovranno scegliere tra un Biden anziano o un Trump nazista.

Di Matteo Spaggiari

Sono un giornalista e blogger. Il mio impegno è quello di dare a tutti un informazione "fresca" e senza censure.