Ven. Apr 16th, 2021

Con l’Italia in un momento di difficoltà  sanitaria grave, rimangono chiusi gli istituti scolastici per la gran parte degli studenti italiani. In Parlamento sembra che qualcosa inizi a muoversi (sempre con la giusta rapidità  all’italiana) verso le riaperture, complici anche alcuni studi, come a esempio quello sui dati Miur incrociati con quelli delle Ats e della Protezione civile, secondo il quale non c’è correlazione tra lezione in presenza e crescita dei contagi. Le proteste di piazza di questi giorni e la consapevolezza del peso che stanno sostenendo le famiglie, premono per ripensare alle chiusure almeno delle scuole dei più piccoli. Perché in Italia si parla di istruzione solamente in funzione del lavoro, mai come bene primario per la crescita delle nuove generazioni.

La clown-speculazione dei partiti di maggioranza: da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, inizia la campagna delle promesse

Sulla stessa linea la presidente della Commissione Infanzia Licia Ronzulli (Forza Italia), la quale impugna i dati come un mantra inequivocabile, dimenticandosi che attualmente le scelte sulle chiusure sono decise anche dal suo partito (si, il Conte-sacco da boxe non c’è più). Anche i Cinque Stelle, con il capogruppo in Commissione Cultura a Montecitorio Gianluca Vacca, tornano a chiedere al governo che almeno gli alunni di asili nido, scuole dell’infanzia ed elementari tornino subito in classe, e che si lavori per riportare tra i banchi anche tutti gli altri il prima possibile. Della stessa idea: Noi con l’Italia, Leu e Iv. Tutti invocano l’intervento del Governo, dimenticandosi che il “governo” che invocano è stato creato dai loro partiti. La clown-speculazione italiana, un po’, era mancata.

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Fratelli d’Italia vogliono riaprire (?), la Lega si riscopre cauta.

 Sul fronte destrorso Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera (FdI) chiede che il Governo Draghi lavori per riaprire le scuole in presenza. Scende in campo la stessa Giorgia Meloni la quale afferma di essere al fianco dei genitori, dei ragazzi e degli insegnanti che sono scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro la didattica a distanza e chiedere le riaperture di asili e scuole. Gesto molto nobile, non fosse altro che la cultura non è mai stato un bene primario, poiché da quando il tasso di istruzione italiana ha iniziato ad abbassarsi il loro consenso continua a crescere. Il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso (Lega) chiede che il mondo della scienza operi una sintesi sul contagio nelle scuole e poi fornisca le indicazioni necessarie alla politica. Finalmente un esponente della Lega che non fa campagna politica ma si affida ai dati degli esperti, sono realmente commosso.

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Riaperture? Il Partito Democratico rimane dormiente

Più cauto il Pd, con Paolo Lattanzio e Flavia Piccoli Nardelli, componenti della Commissione Istruzione della Camera, affermano: ” Da qualche settimana, oltre agli altri istituti serrati fin dalla prima fase della pandemia, sono chiusi anche asili e scuole dell’infanzia. Crediamo sia importante diversificare le prossime e necessarie aperture non solo per zone e colori ma anche per fasce d’età , valutando con attenzione se anche nelle zone rosse sia possibile procedere con l’attività  almeno di asili nido, scuole d’infanzia e primarie”. Tutto molto bello, ma se gli studi affermano la poca correlazione tra le scuole aperte e la crescita della curva dei contagi, loro che dati reali hanno per confutarlo? Cambiano i segretari ma le cellule dormienti democratiche sono ancora in fase REM.