Gio. Apr 15th, 2021

Venerdì difficile nelle città  italiane per lo sciopero nazionale del trasporto locale indetto dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna, con orari e modalità  diversi in ogni città  (che potete trovare qui). Un secondo sciopero, questa volta per protestare contro la didattica a distanza, è stato proclamato dal comitato Priorità  alla scuola in concomitanza con lo sciopero della scuola indetto dai Cobas. Un fine settimana ricco di proteste in tutte le piazze Italiane. L’insofferenza generale cresce, il governo Draghi riuscirà  a porre rimedio prima che inizi una vera lotta di classe?

Lo sciopero contro la DaD, gli studenti di nuovo in piazza?

“II 26 marzo lanciamo uno sciopero della didattica a distanza: ‘usciamo dagli sche(r)mi‘ perché questa casa non è una scuola. Non collegatevi, non collegate, non fatevi collegare. É possibile uscire di casa e andare nelle strade e nelle piazze in cui ci saranno le manifestazioni, i presidi, i flashmob, le lezioni all’aperto”. Questo è l’appello lanciato da Priorità  alla Scuola. “Il 26 marzo è il giorno dell’astensione dalla DaD e delle richieste: perché la scuola riapra, perché la scuola torni a funzionare, perché nemmeno noi rivogliamo la scuola del 2019. Ma una molto migliore. Questo è in gioco con le risorse del Recovery Fund: questo è il motivo per cui vogliamo e dobbiamo vincere la battaglia per quelle risorse e il modo in cui quelle risorse saranno usate”. Diciamoci la verità , con la scusa del Recovery Fund ogni ente si sente in obbligo di dire la sua sulla suddivisione dei soldi europei. Siamo sicuri che questi studenti non vengano utilizzati come copertina per una guerra politica?

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Genitori e presidi contrari al ritorno dopo Pasqua

“Se la situazione epidemiologica lo permette cominceremo a riaprire la scuola in primis, con le primarie e l’infanzia anche nelle zone rosse, allo scadere delle attuali restrizioni, speriamo subito dopo Pasqua”, sono le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi sul problema del rientro degli alunni in presenza. Abbiamo visto susseguirsi gli appelli e le proteste da parte del mondo della scuola perché gli istituti accolgano di nuovo gli alunni. Ma una più silenziosa fetta di insegnanti e genitori è ancora titubante sulla questione. Preferirebbe continuare a fare i conti con la DaD piuttosto che esporsi al pericolo contagio. Parliamoci chiaramente, questo tipo di didattica è abominevole, ma la sicurezza non viene prima di tutto? Non abbiamo fatto una campagna a favore della sicurezza? La Priorità  alla Scuola conosce i tempi per rivoluzionare il mondo scolastico? Sinceramente, sembra l’ennesima buffonata stila sardine, in cui perdono sempre e comunque i ragazzi in cerca di libertà .

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Le difficoltà  per un rientro in sicurezza

Ma quali sono i motivi dell’incertezza dimostrata su questo argomento? Probabilmente, oltre al timore del contagio, c’è la questione vaccini. Perché, secondo il sondaggio di Skuola.net, quasi il 60% del campione complessivo ha dichiarato di essere ancora in attesa di fare la prima dose del vaccino AstraZeneca. Il 10% non ha intenzione di vaccinarsi, contro un 30% di utenti che hanno già  prestato il braccio al vaccino AstraZeneca. Per quanto riguarda i soli insegnanti la quota di chi è ancora in attesa del vaccino scende a circa il 40%. Ma evidentemente non è ancora abbastanza per rasserenare chi lavora in prima linea nel mondo della scuola.