Mar. Mag 11th, 2021

L’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Roma per peculato. A darne notizia è il quotidiano La Verità , che non indica in modo dettagliato quali sarebbero gli episodi specifici che avrebbero portato all’accusa.

La solita sparata di Belpietro o Arcuri ha sbagliato?

Secondo il quotidiano di Maurizio Belpietro, il reato di peculato sarebbe contestato anche ad Antonio Fabbrocini. L’ex collaboratore di Arcuri è il responsabile unico del procedimento per l’acquisto di 801 milioni di mascherine cinesi. Per questo acquisto, gli intermediari hanno ricevuto, secondo la Procura, provvigioni per 72 milioni di euro (finendo indagati per traffico di influenze). Arcuri ha però sempre negato di essere a conoscenza delle maxi-commissioni, sostenendo invece attraverso il suo ufficio stampa di essere stato “oggetto di illecite strumentalizzazioni” da parte degli intermediari. Dunque il commissario sarebbe stato la vittima, non l’astuto burattinaio.

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A novembre indagato, a dicembre no, ad aprile sì

Già a novembre la Procura aveva iscritto sul registro degli indagati Arcuri e Fabbrocini, ma dopo qualche settimana aveva chiesto l’archiviazione della loro posizione. E ora, secondo La Verità , i pm avrebbero deciso di contestare il nuovo reato. La giustizia italiana è veramente difficile da comprendere. I reati sussistono a targhe alterne, un po’ come i diesel.

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