Mar. Mag 11th, 2021

E’ fissato alle 17 l’incontro tra governo, regioni e anche sindaci per limare le ultime decisioni in vista della riapertura annunciata da Mario Draghi. Il nodo è la scuola, il premier vuole il rientro in classe per tutti gli studenti. Le Regioni ma anche i sindacati lanciano l’allarme Il presidente lombardo Fontana: “Impossibile scuole al 100% e trasporti al 50%“.

Vaccinare gli studenti il prima possibile e test a campione

Si pensa a test salivari rapidi a campione per gli studenti e vaccini in autunno anche ai bambini e ai ragazzi per rendere il ritorno in aula sicuro. Decisioni che il governo è pronto a spiegare alle 17 dove saranno presenti, oltre ai rappresentanti dell’esecutivo, le Regioni i e i sindaci. I sindacati mettono le mani avanti come anche i dirigenti scolastici: non c’è ancora sicurezza!

I trasporti sono l’unico problema

Ci dovrà essere un mix di soluzioni che non dev’essere solo sul trasporto pubblico locale ma anche sull’organizzazione  scolastica e sulle altre misure che prevedono una modulazione delle percentuali. Vogliamo trovare soluzioni ma bisogna raccontare la verità e dire fin dove è possibile arrivare, altrimenti si fanno danni. Meglio dire i limiti con chiarezza e serietà altrimenti non si risolvono i problemi“, ha sottolineato Fredriga. Tra le ipotesi sul tavolo, quella di orari scaglionati per le entrate negli istituti, mantenendo il 50% di presenza sui mezzi rispetto alla capienza. Oppure chiedere, anche se i tempi sarebbero troppo stretti, un potenziamento di mezzi e numero di personale.

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Prendiamoci le nostre responsabilità

Anche il presidente dell’Associazione presidi del Lazio Mario Rusconi tuona: “La riapertura delle scuole del prossimo 26 aprile prevista dal governo con la presenza al 100% degli studenti delle superiori, più che un atto di fiducia verso la ripresa, ci sembra un ulteriore scaricabarile degli amministratori verso i dirigenti scolastici“. La Flc Cgil chiede che il governo rivaluti la scelta per la ripresa attività scolastiche e lavori concretamente per raggiungere l’obiettivo in sicurezza. “Ci troviamo davanti a un atto di volontà politica non supportato da condizioni reali“, afferma il segretario Francesco Sinopoli. “Per aprire le scuole c’è una volontà politica. Ma vediamo solo questa“, sbotta Pino Turi (Uil).

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Orari d’ingresso scaglionati

Dubbi sulla possibile riapertura delle scuole per tutti sono stati espressi anche dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana. “Per quanto riguarda la riapertura del trasporto pubblico, i tavoli con prefetture sono sempre aperti, ma dobbiamo risolvere il problema dell’equazione insostenibile che vede le scuole al 100% e la copertura dei treni al 50%. Ci sono in campo una serie di soluzioni, una delle quali sarebbe quella di dilazionare l’ingresso degli studenti nelle scuole“. Simile la posizione del presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: “Servirebbe un po’ di differenziazione degli orari da parte delle scuole, in particolare superiori. Se si scaglionassero di qualche ora alcuni ingressi di lezione si aiuterebbero anche le amministrazioni locali e le aziende di trasporto pubblico“.

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Il governo sbotta: non siamo ciechi

Il ministro Bianchi rassicura tutti: “La volontà del premier Draghi di riportare tutti i ragazzi in presenza a scuola vuole essere un segno importante che pone la scuola prima di tutto. Ed è una indicazione politica, nel senso più alto della parola, che diamo al Paese; i problemi li affronteremo, non siamo ciechi, né distratti, siamo gente che lavora“. 

Fonte: TgCom42