Mar. Mag 11th, 2021

Il progetto della SuperLega ha messo in crisi la UEFA e la FIFA, mettendo a nudo tante problematiche che sono rimaste represse in questi anni e che rischiano di uccidere il mondo del calcio. Una delle conseguenze di questa “serrata” ha portato il presidente della Juventus, Andrea Agnelli alle dimissioni da presidente dell’ECA (European Club Association), ossia l’associazione dei club Europei.

Che cos’è l’ECA

L’Eca ha lo scopo di “proteggere e promuovere il calcio europeo per club” come si legge sul sito ufficiale. Un meccanismo per rappresentare i diritti dei club europei, un direttivo ben formato per far sentire le proprie esigenze nel mondo del calcio. La minaccia della Superlega ha fatto infuriare anche gli altri membri dell’Eca, che si occupano dei vari calendari delle competizioni internazionali. Il progetto è nato il 21 gennaio 2008 con sedici società fondatrici: Manchester United, Chelsea, Real Madrid, Barcellona, Juventus, Milan, Bayern Monaco, Porto, Ajax, Glasgow Rangers, Anderlecht, Olympiacos, Copenaghen, Dinamo Zagabria e Birkikara. Col passare degli anni sono arrivati a 220 società membri dell’ECAL-KELAA complessivamente, con una divisione di 106 membri ordinari e 114 associati.

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Chi succederà ad Andrea Agnelli?

Sarà Nasser Al-Khelaifi il successore di Andrea Agnelli come presidente dell’ECA. E’ arrivato l’annuncio ufficiale, con le prime dichiarazioni del numero uno del PSG: “Sono onorato di essere stato nominato presidente dai miei colleghi membri del Comitato esecutivo. La leadership, l’integrità e l’unione della nostra organizzazione non sono mai state così richieste come in questo momento cruciale del calcio europeo. Fornirò il mio impegno incondizionato all’intera comunità calcistica: ciò significa a tutti i club membri dell’ECA di ogni nazione europea, ai tifosi e alle comunità che rappresentano. Insieme a tutti i miei colleghi membri del consiglio di amministrazione e club dell’ECA, sto cercando di rafforzare l’ECA nel suo ruolo di voce legittima e unica dei club europei. Il nostro gioco, adorato da generazioni di tifosi, prospererà solo se unito, ed è nostro dovere come custodi del calcio adempiere a questo obbligo“.

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