Mar. Mag 11th, 2021

Esistono tanti modi per colpire il prossimo, ovviamente per “colpire”, si intende far male, non fisicamente:
tradire un proprio familiare, con un’azione che potrebbe compromettere la sua reputazione, è tra questi.
Esattamente, perché a nessuno piace sbrogliare matasse intricate proprio quando bisogna soffermare la
propria attenzione su altri punti più importanti, che in realtà sono gli stessi per cui uno è stato scelto.
In questo caso non si tratta di una persona scelta dal popolo, bensì di uno che avrebbe il compito di guidare
in qualche modo gli eletti, essendo lui il fondatore del Movimento in questione. E comunque, se fin qui
ancora non si è intuito, è Beppe Grillo a celarsi dietro la sagoma che ho descritto fin qui.

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Quale sarebbe stato il comportamento più adatto?

Beppe Grillo sta spopolando sui tanto discussi social in questi giorni per un video, in cui tende ad indicare
come una bravata, una possibile situazione di stupro di gruppo. Perché lui è un comico, almeno era così
originariamente, e nelle sue parole probabilmente va sempre cercato quel velo di ironia. Il problema sta nel
contesto, che è molto particolare e al contempo dovrebbe implicare tanta ponderazione.
Avviene di frequente che quando una persona si trova sotto i riflettori, dal punto di vista mediatico, ogni
sospiro viene commentato, ogni sillaba viene commentata ed associata a quell’ambito e automaticamente
prevale lo sdegno. Quando si parla di “violenza”, sarebbe bene utilizzare toni più pacati e forse anche
chiedere scusa.

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È giusto criticare a prescindere?

Ho provato, ed è qualcosa che tutti potrebbero osservare con i propri occhi, a leggere, senza lasciarmi
influenzare, i commenti che in questi giorni sono stati pronunciati, o meglio, ho letto solo i veri commenti
che contano, quindi sono esclusi quelli degli oppositori di Grillo e quelli dei sostenitori di Grillo, che,
purtroppo lo dico in malafede, secondo me non dicono completamente quello che pensano.
Ad ogni modo, i padri di famiglia si sono dimostrati critici a riguardo, redarguendo talvolta anche piuttosto
aspramente il fondatore del M5S. Però, se ciò fosse accaduto a ciascuno dei quali ha disprezzato Grillo,
quale sarebbe stata la reazione? E inoltre, se qualcuno di questi fosse un personaggio di risalto, avrebbe
preferito il silenzio quando leggeva parole così dure nei suoi confronti? Magari avrebbe creduto al figlio,
anzi, lo avrebbe fatto fino in fondo.

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Perché la giustizia deve fare il suo corso e i commenti né lo accelerano né lo rallentano. A due anni
dall’episodio, Ciro Grillo ancora non è stato condannato. La pazienza è quindi fondamentale per tutti. Ieri
sera Paratici ha rilasciato un’intervista, dicendo che molte persone fuori dal mondo del calcio hanno detto
la loro su un ambito non loro, come quello della Superlega. Dunque, perché coloro che non sanno cos’è
davvero successo, spesso nelle loro dichiarazioni parlano già di una vittima e uno stupratore? Io aspetto la
giustizia e sono pronto a condannare il figlio di Beppe Grillo, qualora fosse colpevole.