Mar. Mag 11th, 2021

Dopo il primo caso segnalato a Firenze il 10 marzo, ieri la variante indiana del Covid-19 è stata sequenziata in Veneto. Si tratta di padre e figlia indiani che, rientrati dal Paese d’origine nei giorni scorsi, si sono messi in autoisolamento e hanno allertato subito l’Usl Pedemontana di Bassano.

I casi identificati con tempestività

Il Servizio d’Igiene ha sottoposto a tampone loro e altri due componenti della famiglia, uno dei quali risultato a sua volta positivo. I campioni di padre e figlia sono stati inviati all’Istituto zooprofilattico delle Venezie (Izv), con sede a Padova, che fa parte dei centri selezionati dall’Istituto superiore di Sanità per una periodica ricerca delle varianti del coronavirus e che ha appunto caratterizzato quella indiana.
A questo punto estesa al terzo componente della famiglia, dicono i ricercatori, benché il suo campione non sia stato sequenziato. I tre sono seguiti a domicilio, perché presentano sintomi lievi. «Va riconosciuto ai pazienti di avere seguito in modo molto scrupoloso le regole, ciò ha sicuramente ridotto il rischio di un’ ulteriore diffusione della variante indiana. È la dimostrazione che il Sistema sanitario funziona a patto che ci sia senso di responsabilità da parte di tutti», nota Carlo Bramezza, direttore generale dell’ Usl Pedemontana.

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La variante indiana: le cose da sapere

Ma non è finita. Lo Zooprofilattico sta lavorando sui campioni sospetti prelevati da due residenti nel Veneziano, risultati positivi al tampone dopo un contatto con un bengalese. «Le mutazioni del virus evidenziate in questi pazienti possono far pensare alla variante indiana, le verifiche sono in corso. La nuova variante del Covid-19 presenta tre mutazioni nella proteina Spike, elemento che rende necessario tenerla sotto osservazione. Non sappiamo se diventerà preoccupante come quelle inglese, brasiliana, nigeriana e sudafricana, a parte l’ ultima tutte identificate anche in Veneto, comunque ne abbiamo messo le sequenze a disposizione della comunità scientifica. C’è ancora la brutta abitudine, da parte di alcuni ricercatori, di condividere dati importanti solo dopo aver pubblicato i loro studi, ma in tempo di pandemia è vitale alimentare un continuo flusso di informazioni. Al momento sappiamo che le mutazioni riscontrate nella variante indiana, comuni a quelle emerse in altre varianti, potrebbero ridurre l’ efficacia dei vaccini, degli anticorpi prodotti naturalmente dal nostro sistema immunitario e dei monoclonali», conclude Ricci.

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Controlli in tutta Italia

Controlli sono in corso anche nel Lazio, con l’ avvio di «una vasta indagine epidemiologica» nei confronti dei quindicimila sikh che abitano a Latina, e in Emilia-Romagna. Nella Bassa Reggiana si è infatti insediata una delle più grandi comunità sikh d’Italia.

Fonte: Corriere della Sera