Mar. Mag 11th, 2021

Cos’è la legge Zan di cui tanto si parla riguardo omofobia e omotransfobia?La proposta ha incassato il via libera alla Camera lo scorso novembre mentre la Lega ne ha bloccato la discussione in Senato, scatenando le proteste dei partiti di Sinistra e di molti personaggi famosi.

Cos’è la legge Zan?

La legge Zan prende il nome dal suo promotore: Alessandro Zan (PD), politico e attivista LGBT egli stesso vittima di discriminazioni e aggressioni a causa della sua omosessualità.

Il testo ha lo scopo di contrastare le discriminazioni fondate su orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, per assicurare maggiore tutela ad omosessuali e transessuali, vittime di episodi di violenza fisica e verbale all’ordine del giorno.

Il provvedimento, in poche parole, amplia l’ambito di applicazione dei delitti contro l’eguaglianza previsti dal Codice penale agli articoli 604 bis e 604 ter, aggiungendo al novero delle fattispecie condannate i comportamenti discriminatori rivolti a disabili, omosessuali, transessuali e qualunque atto persecutorio motivato dall’orientamento sessuale.

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Cosa prevede il testo

In prima lettura alla Camera, il testo della legge Zan ha ottenuto 265 voti a favore e 193 contrari. In Senato, invece, la votazione non è stata ancora calendarizzata.

Il testo riunisce diversi precedenti progetti contro l’omofobia (in particolare i ddl Boldrini, Scalfarotto e Bartolozzi) e prevede una circostanza specifica per le discriminazioni rivolte contro persone omosessuali e trans, rafforzando quanto già stabilito nella legge Mancino n. 25/1993: al divieto di discriminazione per motivi “razziali, etnici o religiosi” si aggiungono quelli fondati “sul genere e sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Una proposta di legge che non solo tutela i diritti della comunità LGBT ma punisce anche il sessismo e la misoginia. Difatti le donne sono i soggetti più colpiti da violenza, emarginazione, demansionamento e discriminazione sul lavoro.

Misure e pene della legge Zan contro le discriminazioni

Veniamo agli aspetti sanzionatori per chi commette atti violenti e discriminatori mossi da omofobia, misoginia e omotransfobia.

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All’articolo 604 bis (che punisce le discriminazioni razziali, etniche, nazionali e religiose) si aggiungono le condotte discriminatorie fondate su “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” punite come segue:

  • la reclusione fino ad 1 anno e 6 mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione nei confronti delle categorie indicate;
  • la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi discriminatori;
  • la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chiunque partecipa o presta assistenza ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza verso le categorie discriminate.

Invece la modifica all’articolo 604 ter prevede una circostanza aggravante – quindi una pena più severa – per i reati commessi con finalità discriminatoria, odio etnico-razziale, religioso o per agevolare organizzazioni, gruppi, movimenti fondati su principi discriminatori.

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Perché per alcuni è una legge “liberticida”

La proposta – come era prevedibile – non piace alla CEI (Conferenza episcopale italiana), secondo la quale in Italia non ci sarebbe bisogno di una legge ad hoc per i diritti di gay e trans, in quanto la Costituzione e la stessa legge Mancino assicurano già la parità di trattamento.

I fatti però hanno dimostrato e continuano a dimostrare il contrario.

Così riporta una nota pubblicata agli inizi di giugno 2020 dalla Conferenza episcopale: “Un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui, più che sanzionare la discriminazione, si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione”.

Di analogo parere anche i partiti di destra, in particolar modo Lega e Fratelli d’Italia, che in più occasioni hanno manifestato l’inutilità di un nuovo provvedimento normativo.

Fonte: Money.it