Mar. Mag 11th, 2021

Il concertone del 1 maggio ha, come al solito, smosso le acque della politica italiana, creando un terremoto attorno a Fedez e al suo discorso contro la Lega di Matteo Salvini e all’ostruzionismo contro il Ddl Zan da parte di Ostellari, il leghista capo della Commissione Giustizia in Senato. Il ping-pong social non si è fatto attendere e il web si è diviso in “bimbe di Fedez” e “non era il luogo adatto“, ampliando una spaccatura di cui l’Italia non aveva bisogno, soprattutto in tempo di pandemia.

Le citazioni ai leghisti

Il cantante, durante il suo discorso, ha citato delle affermazioni fatte da alcuni rappresentanti della Lega in merito alla omosessualità: “‘Se avessi un figli gay lo brucerei nel forno, Giovanni De Paoli, consigliere regionale della Lega Liguria. I gay? Che inizino a comportarsi come tutte le persone normali, Alessandro Rinaldi, consigliere per la Lega, Reggio Emilia“. Queste frasi sono di forte impatto psicologico e portano alla luce, su un mezzo antico e machista come quello della televisione, un problema che nel mondo del web è dibattuto quotidianamente ma a cui nessuno vuole dare peso se non per propaganda politica oppure ostentazione di Politically Correct. Quello detto da questi piccoli uomini è aberrante, ma non ha portato nessuna conseguenza a coloro che hanno pronunciato queste parole perché la linea sottile tra libertà d’espressione e indecenza è spesso posizionata in modo TOTALMENTE soggettivo.

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L’affondo su Formigoni e Pillon

Il canatante ha continuato dicendo che prima di discutere il Ddl Zan, il Parlamento ha discusso: “Di etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità per il bilinguismo dei poliziotti di Bolzano, il reintegro del vitalizio di Formigoni, evidentemente più importante dei diritti di tutti e di persone che vengono continuamente discriminate fino alla violenza“. Inoltre ha avuto anche parole al miele per il vice-presidente di Pro Vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe: “amicone del leghista Pillon, è stato il primo a esprimersi contro il Ddl Zan ma non si è accorto che il Vaticano ha investito milioni di euro in un’azienda che produce la pillola del giorno dopo. Cercavate il nemico altrove ma non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia“.

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La censura e il “potere della condivisione”

Infine, anche se cronologicamente all’inizio del discorso di Fedez, il cantante ha attaccato la Rai e in particolare Rai 3 di aver cercato di censurare il suo discorso sostenendo di non poter citare comi e cognomi (Giuseppe Conte, sei tu?), partiti o avvenimenti ritenuti “scomodi e inappropriati”, facendo partire la replica immediata dei vertici televisivi i quali hanno rispedito al mittente le accuse. Però, nel 2021, il potere della condivisione (citando Chiara Ferragni) è più forte di quanto la Rai potesse aspettarsi, infatti Fedez ha pubblicato la chiamata avuta con i dirigenti Rai e smascherando l’arcano mistero. Nel decennio scorso si sarebbe andati per vie legali, ora il giudice supremo è diventato Twitter.

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Dovrebbe aver parlato anche di lavoratori

Nel suo discorso, Fedez, ha parlato anche dei lavoratori dello spettacolo e della loro situazione delicata intimando il Premier Mario Draghi a dare risposte immediate come fatto per la Superlega nel calcio, perché non ci sono lavoratori di Serie A o Serie B, ma che tutti dovrebbero essere tutelati dallo Stato. Però, queste parole non fanno click e quasi nessuno le ha notate, perché già con la bava alla bocca per poter fare una manciata di visualizzazioni in più. Noi abbiamo preferito omaggiare il 1 maggio con il giorno libero per tutti i nostri collaboratori, e parlare del concertone con calma e mente lucida, senza fare gli ultras.

Delle risposte social di Salvini non ho il coraggio di parlarne alla fine di questo articolo.