Mar. Mag 11th, 2021

Il premier britannico Boris Johnson sarebbe “troppo povero per permettersi di fare il primo ministro”. A dirlo è un consigliere di Downing Street che, in forma anonima, ha rivelato al “Sunday Times” che Johnson sarebbe sul lastrico. Secondo i conti fatti dal settimanale, il premier sarebbe continuamente assillato da problemi finanziari che lo espongono a pressioni di ogni tipo.

La ricostruzione del Corriere della Sera

Ed è proprio il rischio di ricatti al primo ministro a preoccupare il mondo politico inglese. La lista delle spese che pesano sul bilancio personale di Johnson, riportata dal Corriere della Sera, è lunga. C’è la ristrutturazione dell’appartamento privato a Downing Street in cui vive con la fidanzata Carrie Symonds: 58mila sterline pagate con il contributo di alcuni finanziatori del partito conservatore. Per gli arredamenti di design, scelti pare proprio dalla Symonds in chiara rottura con lo stile di Theresa May, la spesa sarebbe stata di 200mila sterline.

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Ma a pesare è soprattutto il capitolo legato alla vita privata di Johnson: il salatissimo divorzio dall’ex moglie Marina, i sei figli “ufficiali” da mantenere, il mutuo da oltre un milione e mezzo di euro per la casa nel sud di Londra in cui andrà a vivere insieme a Carrie e il suo cottage nell’Oxfordshire.

Lo stipendio da Primo Ministro non basta

Spese pesanti, insomma, a fronte di introiti che hanno subito una brusca frenata: lo stipendio ufficiale per il premier è di 157mila sterile l’anno, che al netto delle imposte scende a 95mila, a cui vanno tolti almeno altri 10mila euro di tasse sull’appartamento di Downing Street, i costi dei pasti personali di BoJo e quelli di tutti i suoi ospiti. Una cifra ben lontana dal mezzo milione l’anno che si stima riuscisse a raccogliere prima di salire a capo del governo: solo come opinionista del Telegraph guadagnava oltre 300mila euro ogni anno.

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La richiesta ai finanziatori del partito

Per metterci una pezza e tentar di far quadrare i conti a fine mese, Johnson si sarebbe rivolto ai finanziatori del partito conservatore. Poi avrebbe chiesto un prestito in banca, mai dichiarato ufficialmente. E proprio sulla trasparenza monta la polemica, con i laburisti che gridano allo scandalo e alla corruzione.

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