Mar. Mag 11th, 2021

I giovani ecologisti ispirati da Greta Thunberg se la prendono con le misure del Pnrr. “C’è un abisso tra quello che le persone in carica dicono di stare facendo e le azioni che realmente attuano. Questo non è un gioco: i soldi di Next Generation EU vanno usati per la Next Generation. Invece li state usando per svendere il nostro futuro

Il Friday For Future torna in piazza

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) va “nella direzione sbagliata; c’è un abisso tra quello che le persone in carica dicono di stare facendo e le azioni che realmente attuano”. I giovani ambientalisti di Fridays for future, quelli che ispirati da Greta Thunberg, la giovane ragazza svedese che ha iniziato a scioperare per la difesa del clima di fronte al Parlamento della sua nazione ogni venerdì, saltando la scuola e inaugurando così gli scioperi globali, dicono la loro sul Recovery plan e chiedono “quando si passerà dalle parole ai fatti”.

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Il motivo è ancora più chiaro se si pensa al concetto di fondo del pacchetto di risorse europee perché “questo non è un gioco: i soldi di Next Generation EU” sono della Next Generation, e “vanno usati per la Next Generation”. Invece al momento “li state usando per svendere il nostro futuro”.

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Non resteremo a guardare!

E’ per questo levano anche oggi, venerdì, levano un grido: “Non resteremo a guardare”. E saranno in piazza con due manifestazioni a Roma e a Bologna. “Abbiamo bisogno che i Piani per il Recovery fund vengano usati per far ripartire il Paese affrontando contemporaneamente la crisi climatica e ecologica in questo periodo abbiamo sentito dire che la transizione ecologica è una priorità per il nostro Paese. Che la ripartenza deve essere sostenibile. La maggior parte degli economisti è concorde: la transizione ecologica è la migliore delle vie per uscire dalla crisi; e la scienza ci ripete che questa è la nostra ultima occasione per poter rispettare gli accordi di Parigi. Ma al governo, a quanto, pare, non interessa”.

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Il movimento dei ragazzi ecologisti sono netti quanto la loro simbolica più importante rappresentante: “Non ci servono più promesse vuote e obiettivi di riduzione delle emissioni pieni di scappatoie e lontani nel tempo. Servono azioni concrete, e servono subito. Le persone stanno già morendo e soffrendo a causa della crisi climatica. Oggi la transizione ecologica è solo una piccola parte del Piano, tra l’altro insufficiente e colma di greenwashing – concludono – in base alla previsione contenuta nel Pnrr per le energie rinnovabili insufficienti, l’idrogeno sì ma non verde, gli autobus a metano che è un gas fossile e non più sostenibile”.

Fonte: Rinnovabili