Mar. Mag 11th, 2021

Il governo guidato da Mario Draghi ha perso 13 punti percentuali in due mesi di governo, passando dal 58,4 per cento di fiducia da parte degli italiani registrato a fine febbraio al 45,4 di metà aprile, con la più importante flessione registrata dopo la decisione di riaprire a “singhiozzo” dopo Pasqua: a rivelarlo un sondaggio dell’istituto demoscopico tecné realizzato per l’agenzia Dire.

La fiducia in Mario Draghi è in netto calo

Anche la fiducia nella figura del primo ministro ha subito un calo, in linea con quanto avvenuto ad altri premier tecnici come Mario Monti e con l’andamento generale del gradimento nei governi, per cui la luna di miele legata alle aspettative iniziali normalmente non dura più di due mesi. Ma il crollo registrato da Draghi è uno dei più netti, pari cioè a nove punti: dal 61,4 per cento di febbraio al 52,7 per cento di aprile.

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Il Fatto Quotidiano fa notare come solo l’esecutivo tecnico guidato da Monti abbia fatto peggio di quello di Draghi nei primi 60 giorni di mandato, passando dal 78 al 58 per cento dopo l’approvazione dell’odiata riforma delle pensioni del Ministro dell’Economia Elsa Fornero nell’ambito di una politica economica “lacrime e sangue”.PUBBLICITÀ

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Ma l’ex banchiere centrale ha un compito molto diverso rispetto a quello assegnato all’economista bocconiano chiamato a “salvare” l’Italia dal tracollo economico dell’era Berlusconi: Draghi non dovrà imporre tagli alla spesa pubblica e aumentare le tasse, ma anzi distribuire gli oltre 200 miliardi del Recovery Fund.

Una responsabilità forse ancora più importante dopo l’anno di pandemia che ha messo in ginocchio il Paese, in un momento in cui i cittadini si aspettano una svolta in termini di welfare, diritti e investimenti.

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Il trend dell’esecutivo di larghe intese nato a febbraio dopo la caduta del Conte II conferma la performance di altri governi, come quello di Enrico Letta, creato in seguito alla “non vittoria” del Pd alle elezioni del 2013 e alla conferma di Napolitano al Colle. L’attuale segretario del Pd perse 10 punti nei primi due mesi. Dall’altro lato, invece, Renzi e Gentiloni sorpresero gli istituti demoscopici guadagnando rispettivamente quattro e cinque punti percentuali nei primi 60 giorni.

Fonte: The Post Internazionale