Dom. Giu 13th, 2021

Stefano Pioli, allenatore del Milan, parla a Sky Sport dopo lo 0-0 col Cagliari: “Inutile pensare a stasera, testa all’Atalanta. Ritmo e qualità non sono state all’altezza delle ultime prestazioni. Erano tutte partite della vita, con la Juve, col Torino, oggi, e lo sarà anche domenica. Dobbiamo provarci domenica. Nella partita di oggi a livello di emozioni e sensazioni è passato un po’ tutto: sapevamo che potevamo chiudere i conti, un po’ di tensione, pressione, anche la convinzione di poterla vincere comunque. Noi per vincere dobbiamo giocare bene, di qualità, di scelte, e non l’abbiamo fatta. Loro si chiudevano bene, noi dovevamo essere più veloci“. 

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L’ATALANTA – “Il cerchio si chiuderà sicuramente domenica prossima. Quello che abbiamo fatto di buono c’è, domani si riparte. C’è delusione, normale. Non lo abbiamo mai battuta nella mia gestione l’Atalanta, è l’unica delle big che ci manca“. 

RISULTATO DI OGGI – “Ha dato serenità a loro, erano più sciolti e leggeri. E noi pensavamo ‘arriverà’, ma se non la impatti in maniera decisa e cattiva perdi lucidità. Abbiamo creato qualche occasione, ma quando non è la tua serata non arriva neanche la fortuna”. Poi, in conferenza stampa, Pioli ha aggiunto: “Il gol del Crotone ha cambiato l’approccio psicologico delle due squadre? Purtroppo credo di sì, ciò non toglie che la nostra prestazione non è stata come le precedenti. E nelle difficoltà abbiamo perso lucidità“. ​

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I CAMBI – “Ho cambiato Bennacer per aver più fisicità sulle palle inattive, loro sono state pericolosi. Mandzukic non è al 100%, lo abbiamo convocato stamattina, non aveva minutaggio superiore”. MANCANZA DI UN CENTRAVANTI – “Senza Ibra? Sì, però bisogna avere equilibrio, venivamo da 3 partite dove non c’era Zlatan e abbiamo fatto 10 gol. L’acquisto di Mandzukic era per sopperire a un’eventuale sua mancanza, poi ha avuto tanti problemi. Purtroppo ci sono state le difficoltà, non credo però oggi sia tutto dipeso dall’assenza di un centravanti o di Zlatan. Quando hai poco ritmo o qualità fai fatica“. 

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QUARTO O QUINTO? – Cambierebbe. Per il campionato che abbiamo fatto, per la qualità del gioco, non arrivare nelle prime 4 sarebbe una delusione dal punto di vista del risultato, personale, del club, dei giocatori. Ma sicuramente non un fallimento, perché abbiamo gettato le basi per costruire un Milan vincente. I giudizi vanno rimandati alla fine“. 

Fonte: calciomercato.com