Dom. Giu 13th, 2021

Roberto Formigoni ha conosciuto la vita del carcere, probabilmente non l’avrà affatto gradita. Tuttavia, la
detenzione se l’è meritata. Condannato a cinque anni e dieci mesi, dei quali ha scontato solo cinque ma
intensi mesi all’interno del carcere di Bollate, da oggi percepirà il vitalizio come tutti i suoi colleghi, come se
questa parte della sua vita fosse solo una macchia, invisibile agli occhi dello Stato.
Il tribunale interno del Senato ha deciso di confermare la sentenza che era stata emessa il 13 aprile dalla
Commissione Contenziosa, la quale aveva restituito il vitalizio allo stesso Formigoni. La “partita” è
terminata 3 a 2: ha prevalso la volontà di FI e della Lega, mentre i due voti contrari sono stati espressi da
esponenti rispettivamente di Fratelli d’Italia e M5S.

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Quali sono state le reazioni?

Il Movimento si è detto davvero indignato appresa la notizia. Infatti diversi grillini non hanno esitato a
mandare bordate ai componenti degli organi che hanno vagliato questo caso, tra cui risiedono anche due
ex pentastellati, ossia Ugo Grassi e Alessandra Riccardi, entrambi ora nella Lega. Vito Crimi in particolare ha
parlato di “schiaffo” all’intero Paese, dopo il ricorso dell’amministrazione di Palazzo Madama respinto
prontamente da parte del Consiglio di Garanzia.
Per dare voce anche alla difesa, il legale di Formigoni, Domenico Menorello, ha portato la questione verso
un fronte alquanto delicato ma non del tutto consono alla circostanza, additando il beneficio della pensione
come bene indispensabile e non intaccabile.

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È stata presa una decisione corretta?

Lo Stato è un esempio, almeno dovrebbe essere un punto di riferimento per i cittadini, un’ancora intorno
alla quale ci si dovrebbe aggrappare quando la coscienza suggerisce strade fuorvianti. E invece nonostante
si sia assistito ad una delle poche volte in cui lo Stato paragona i personaggi politici ai semplici cittadini, è
stata sbagliata la decisione. Dunque, certamente le intenzioni sono corrette, e non sarebbe neanche giusto
farle passare come straordinarie, però alla fine si va sempre a premiare chi porta più vantaggi. Non conta se
il popolo è formato da diverse unità, perché ad assumere decisioni moralmente importanti, che potrebbero
essere sponsorizzate per lanciare un messaggio di limpidezza, sono politici che a loro volta sono
difficilmente stabili a causa della loro matrice politica. La speranza viene così distrutta, demolita e lascia
spazio solo a rassegnazione da parte di chi è onesto.

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A quanto pare, se da ora in poi per ogni caso simile si pronuncerà il Consiglio di Garanzia, bisognerà sperare
di beccare i componenti giusti, che siano disposti a scegliere in modo differente rispetto a quello che la
coscienza suggerisce.