Mer. Set 22nd, 2021

Non c’è solo il calcio nella vita di Romelu Lukaku. L’attaccante dell’Inter ha già fatto ballare la Serie A a suon di gol: il suo segreto è proprio la musica. Il belga ha un rapporto speciale con Jay-Z, imprenditore e rapper americano che dal 2018 cura l’immagine di Lukaku attraverso la Roc Nation. Il centravanti dei nerazzurri, premiato ieri come miglior Mvp della Serie A 2020/2021 dalla Lega Calcio, ha raccontato la passione per la musica in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Lukaku, cosa rappresenta la musica nella sua vita?

È un modo per tenere connesso me stesso con le difficoltà che ho passato nella mia esistenza, con tutto il mio vissuto. È importantissima: non solo un hobby, ma una parte di me“.

Quale canzone si può dedicare a questo scudetto?

“Difficile sceglierne una sola perché è stata una cavalcata eccezionale e piena di storie all’interno. Ma mi viene in mente “H.a.m” di Kanye West e Jay-Z: è di dieci anni fa, ma sempre attuale. Ci dice che bisogna avere fiducia in se stessi per ottenere grandi risultati nella vita”.

C’è un verso che ama e che l’ha aiutata nelle ultime settimane convulse?

In “D’Evils” di Jay-Z si dice: Nine-to-five is how you survive, I ain’t tryna survive. I’m tryna live it to the limit and love it a lot. Significa: “Dalle 9 alle 5 sopravvivi, io non sto cercando di sopravvivere. Sto provando a vivere al limite e mi piace molto”. Mi sento così: ho sempre provato a fare tutto al limite, a spingermi in ogni allenamento e partita e per questo ho avuto successo. Voglio fare il mio lavoro al meglio, ma senza dimenticare di spendere il tempo con chi amo: mia madre, i miei fratelli, gli amici“.

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Prima delle partite ascolta sempre la stessa playlist?

“Assolutamente sì, è un rito. Ho una playlist speciale che mi fa compagnia quando arrivo allo stadio e prima del match. Mi dà concentrazione, mi aiuta a tenere focalizzato l’obiettivo da raggiungere”.

Nello spogliatoio interista è lei a mettere la musica?

“No, siamo un grande gruppo anche perché c’è molto rispetto reciproco. Ognuno ha i suoi gusti e ascolta ciò che vuole”.

Quanto è stato importante incrociare Jay-Z?

“Ha avuto un significato grandissimo perché io ho sempre ascoltato la sua musica. Soprattutto nei momenti in cui la mia vita era davvero, davvero difficile, i suoi pezzi mi hanno dato la forza di resistere e andare avanti. Di guardare la vita in modo diverso. A volte bisogna avere pazienza e prendersi il tempo giusto per diventare grandi. Quando poi l’ho conosciuto, ho visto il suo atteggiamento: sapeva davvero chi fossi e mi ha insegnato come stare al top, come diventare un vincente. Ricordo quando mi ha detto: “Se davvero pensi che l’Inter sia lo step da fare per vincere, fallo”. Durante il primo anno io e i miei compagni siamo arrivati a un passo dal successo, ma nell’ultima stagione ce l’abbiamo fatta con duro lavoro, pazienza , sudore e sacrificio. Proprio la via che Jay mi aveva indicato”.

Ma che differenza c’è tra il suono di San Siro che abbraccia un suo gol e quello di una canzone che cambia la vita?

“Segnare un gol è la sensazione più bella del mondo dopo quella che ho provato quando è nato mio figlio. Per il resto, io volevo conoscere solo poche persone selezionate nella mia vita. Una di queste era Kobe Bryant, riposi in pace! E l’altra era proprio Jay-Z: quando per la prima volta mi sono trovato a parlare con lui, di vita e non solo di lavoro, c’era anche Dj Khaled: era come un sogno che si avverava. Adesso spero che, pandemia permettendo, venga a Milano a vedermi segnare a San Siro”.

Oggi che relazione avete?

“Alla fine di Sassuolo-Atalanta suona il telefono e chi è? Lui che mi fa gli auguri e si congratula perché sapeva quanto fosse importante per me vincere il mio primo scudetto in Italia. Mi sento fortunato a poter parlare con lui quando voglio: so che mi copre le spalle e vuole il meglio per me, come Roc Nation: è un sentimento che ricambio”.

Fonte: fcinter1908.it