Dom. Giu 13th, 2021

La base sarà quella di Antonio Conte, ma Simone Inzaghi vuole dare sin da subito la sua impronta alla nuova Inter. Il modulo utilizzato sarà lo stesso delle ultime due stagioni: si riparte dal 3-5-2, marchio di fabbrica dell’ex allenatore e anche del nuovo, che ha costruito la sua Lazio partendo dalla difesa a tre e negli anni l’ha modellata e plasmata secondo il suo credo tattico. Non è un caso che i dirigenti nerazzurri abbiano insistito per arrivare a Simone Inzaghi, nonostante il summit tra l’allenatore e la Lazio, con tanto di intesa per il rinnovo di contratto. È sempre stata la prima scelta per il dopo Conte, visto che Max Allegri era già d’accordo per tornare alla Juventus e Beppe Marotta era stato informato di questo. Inzaghi è stato scelto per i risultati ottenuti alla Lazio, ma anche per le somiglianze con Conte che ha detto addio a sorpresa dopo la vittoria dello scudetto. Per immaginare l’Inter che sarà, la nuova Inter, non va dunque dimenticata quella della scorsa stagione.

Cessione obbligata e obiettivi

Una cessione dolorosa ci sarà e il candidato numero uno a lasciare l’Inter in estate è Achraf Hakimi, nel mirino del Paris Saint-Germain. Di 60 milioni l’offerta francese, mentre l’Inter ne chiede 80 e non è al momento intenzionata a fare sconti. Per motivi di bilancio, la cessione va chiusa entro il 30 giugno e l’Inter dunque ha tempo e modo di aspettare e spera nel rilancio, del PSG ma anche del Chelsea che osserva con attenzione la situazione. Da una fascia (la destra) all’altra, perché Inzaghi ha subito chiesto alla società un rinforzo sulla corsia mancina, visto che i rinnovi di Ashley Young e Aleksandar Kolarov sono in bilico (deciderà l’allenatore). La prima scelta è Emerson Palmieri, ma al momento il Chelsea non fa sconti e chiede 20 milioni. Resta da valutare la posizione di Ivan Perisic, che verrà valutato da Inzaghi in ritiro.

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Conferma pronta per Matteo Darmian, da capire se da titolare o da jolly. Sarà l’allenatore a decidere se i due sono dei potenziali titolari della sua nuova Inter. Priorità dunque alle fasce, con la candidatura dell’altro Emerson, Royal, sempre calda per la corsia destra. Difficile infatti per ora arrivare a Manuel Lazzari, fedelissimo di Inzaghi alla Lazio (dipenderà molto dalla scelta dell’allenatore).

Ritrova de Vrij

In difesa altri due giocatori in bilico: sono Danilo D’Ambrosio e Andrea Ranocchia, sui quali si esprimerà Inzaghi in ritiro. L’allenatore ritroverà de Vrij, già allenato ai tempi della Lazio. Il difensore olandese conosce bene i principi di gioco del nuovo tecnico e lo aiuterà molto inizialmente, per guidare la squadra. Più costruzione dal basso e palleggio per Inzaghi, più verticalità e pragmatismo per Conte. Si ripartirà da qui, con Skriniar e Bastoni ai lati del centrale olandese salvo offerte clamorose in arrivo dal mercato. In porta ci sarà ancora capitan Samir Handanovic, ma occhio al vice: al momento c’è Radu, ma non è certo di restare e il nuovo arrivato Alex Cordaz potrebbe essere anche promosso a secondo in caso di partenza di Radu.

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Eriksen alla Luis Alberto

Dalla retroguardia a 3 al centrocampo a 5, con tre centrali e due esterni di cui abbiamo già parlato in precedenza. Aspettava e ripartiva con fraseggio o lancio lungo (e poi triangolazioni ravvicinate o ricerca della profondità) l’Inter di Conte, mentre quella di Inzaghi cercherà di avere il più possibile il pallino del gioco. Più orizzontale il gioco fino alla zona nevralgica del campo, dove dovranno arrivare le verticalizzazioni, per esterni e punte. Si ripartirà dal palleggiatore Marcelo Brozovic in mezzo al campo, per caratteristiche perfetto per Inzaghi: sarà il Leiva dell’Inter.

Christian Eriksen, esploso nella seconda parte di stagione con Conte, ha nelle corde le stesse giocate di Luis Alberto, la vera scoperta di Inzaghi alla Lazio. Il danese può agire da mezzala sinistra pura, con meno compiti difensivi rispetto alla scorsa stagione e con più libertà di inserirsi con e senza palla. Come potrà fare Nicolò Barella, diversissimo per caratteristiche rispetto a Milinkovic-Savic, ma funzionale per il gioco di Inzaghi. Sarà al tempo stesso recupera palloni e incursore, l’uomo a tutto campo dell’Inter, come nella passata stagione del resto. Può tornare utile Roberto Gagliardini per caratteristiche, sia da mezzala che da alternativa in mediana, mentre sarà Inzaghi a decidere sul futuro di Stefano Sensi (ora ai box per l’ennesimo infortunio stagionale), Matias Vecino e Arturo Vidal. Uno degli ultimi tre può partire, ma dipenderà tutto dalle offerte che arriveranno.

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Certezza Lu-La

In attacco Inzaghi non ha fatto richieste particolari alla società. La coppia Lautaro Martinez-Lukaku lo soddisfa e anzi, sarebbe più che soddisfatto se potesse allenare entrambi i giocatori nella prossima stagione. Ripartire dalla LuLa, la miglior coppia d’attacco della scorsa Serie A con 41 gol davanti a quella Ronaldo-Morata (40), sarebbe il regalo più grande per Inzaghi. Lo sa la società, lo ha ribadito l’allenatore nelle prime riunioni avute con la dirigenza, ma dipenderà anche in questo caso dal mercato.

Se Lukaku ha ribadito che resterà all’Inter dopo aver parlato al telefono con Inzaghi, Lautaro è invece il primo obiettivo dell’Atletico Madrid campione di Spagna per l’attacco. L’Inter non farà sconti, al momento offerte in grado da far vacillare i nerazzurri non ne sono arrivate e Inzaghi spera che vadano avanti i discorsi per il rinnovo del Toro anzi, per blindarlo ulteriormente in nerazzurro.

È di Alexis Sanchez al momento il terzo slot in attacco, mentre per il quarto qualcosa si muoverà: partirà salvo sorprese Andrea Pinamonti e arriverà un’alternativa nuova davanti. Con caratteristiche diverse da tutti gli altri attaccanti possibilmente, per avere ancora più scelta tra Serie A, Champions League e Coppa Italia. Conte ormai è il passato, Inzaghi non vede l’ora di iniziare con la sua Inter tra certezze e novità.

Fonte: fcinter1908.it